Il Corriere Fiorentino oggi propone un’intervista a Francesco Nuti, l’attore e regista toscano entrato in coma nel 2006 a causa di un ematoma cranico dovuto ad un incidente domestico. Nuti oggi dice di essere “guarito” e di essere pronto a tornare anche sul set.

Ho 57 anni, un po’ acciaccato e non parlo, ma capisco e vedo tutto, posso dire tutto con il mio comunicatore. Ho bisogno di gioventù intorno a me, ma anche la mia vecchia squadra sarebbe chiamata in prima linea

Nuti, infatti, da quando è uscito dal coma ha lentamente ripreso a comunicare con il mondo esterno attraverso un computer. Il regista de Il signor Quindicipalle in verità ha sempre continuato a lavorare, scrivendo sceneggiature, libri e canzoni.
Nuti ha così descritto la sua ‘situazione’ quando gli è stato chiesto se ritiene di poter lanciare messaggi importanti, in qualità di personaggio famoso, alla società, che hanno fatto Ambrogio Fogar e il calciatore Borgonovo:

Ora sono tranquillo, non so se la mia situazione è simile a quella di Fogar o Borgonovo. Sono vissuto per almeno 10 anni con la febbre a quaranta, ora la febbre è passata. Ai giovani dico: ‘non bevetevi il cervello’.

Nuti, che ha svelato che le due sceneggiature pronte parlano di amore, uno per una donna di nome Olga, l’altra verso un bambino, ha rivelato di sentire il calore dei suoi “vecchi amici di Narnali” e di “tutto il mio pubblico, che ancora mi segue e spera con me”. A proposito di chi invece, dopo la malattia, lo ha abbandonato, ha citato una frase inserita anche nella sua autobiografia:

Chi si vergogna di me si vergogni di sé.

Il regista, tornato in tv nel 2010 e nel 2011 a I fatti vostri e a Stasera che sera, tra le fortissime polemiche (spettacolarizzazione del dolore?), ha infine raccontato come trascorre il suo tempo libero:

Disegno molto e amo ancora il biliardo, appena posso vado al Circolo di Narnali e mi tuffo in quel panno verde, butto le palle con la mano sinistra e loro mi ringraziano con un ‘‘toc’.

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