I Cesaroni 4: Alice e Rudi nel libro '...Però mi manchi', in attesa della quarta serie

alice e rudi però mi manchi Dopo il boom dei personaggi di Marco ed Eva, tra i protagonisti più amati de I Cesaroni, non potevano mancare (?) anche le avventura estive di Alice e Rudi, gli altri due personaggi che cercano di entrare nel cuore del pubblico. Fratellastri, con caratteri totalmente diversi, saranno nuovamente sugli schermi della quarta serie del serial tv italiano. E quando finisce la terza stagione, in attesa dell'inizio della nuova serie autunnale, quale modo migliore per ingannare il tempo se non quello di trasportare su carta stampata le fittizie avventure estive dei due (non) innamorati?

Ed ecco infatti, nelle librerie, in bella vista, il romanzo "Però mi manchi", il diario di un'estate indimenticabile scritto proprio dai due personaggi, in prima persona. Si cerca in questo modo di riuscire a raccontare nuove storie (senza sfalsare troppo la fedele trama televisiva) con Alice e Rudi, entrambi impegnati a tenere un diario segreto. E non importa se uno dei due non è affatto incline a questa abitudine: non sono tanti i ragazzi impegnati a raccontare su foglio le proprie avventure no? Si tenta quindi di trovare un escamotage per permettere questa doppia visione estiva da parte di entrambi i due giovani, anche se Rudi lo dice apertamente fin da subito

Mettiamo subito in chiaro una cosa: io odio scrivere. Prima domanda: perchè sto scrivendo? Prima risposta: perchè sono mesi che Alice mi rompe con questa storia del "tieni un diario personale". Dice che mi farà bene, che mi farà aprire, che mi farà conoscere qualcosa di me che ancora non so. Mah. A me sembra solo tempo rubato ai videogiochi

Leggere questo libro ti porta inevitabilmente a notare due cose. La prima è la leggerezza della storia che per i veri affezionati alla serie non può che essere un regalo gradito (under 18 però, immagino...spero). La seconda è la realizzazione che non hai più l'età dei personaggi descritti e che il riciclo anagrafico sta avendo la meglio su di te. E non puoi non notarlo, leggendo il modo di esprimersi di Alice e Rudi e come il tutto sia cambiato, inevitabilmente e giustamente. Insomma, non è per fare il Matusalemme della situazione, ma è curioso leggere intere pagine di canzoni che il gruppo di amici ascolta, fedele, sulle scalinate della Carlotta, alla Garbatella, con l'mp3. Ai miei tempi (e dicendo queste 3 parole mi manca solo la sedia a dondolo...)avevo un ingombrante lettore cd che mi ammazzava la varietà di canzoni con al massimo 12 titoli e ti dovevi portare dietro almeno qualche cd scorta originale. Non andavo alla Garbatella per questioni logistiche di spazio e tempo e le canzoni solitamente me le ascoltavo da solo e non con una compagnia assuefatta:

"E allora, dato che ho la macchinetta fotografica scarica, tiro fuori l'mp3 e cerco di far finta che questo pomeriggio sia il più epico della nostra estate. In pratica, lo trasformo in un musical d'altri tempi"

Cosa che se facevo io,a i miei tempi, nella mia piccola città, alla sera i miei avrebbero saputo che loro figlio (probabilmente descritto come un drogato) stava assordando la piazza con canzoni di certa ispirazione satanica (e magari era solo Paolo Vallesi con 'La forza della vita'). Ma anche le situazioni cambiano. Siamo d'accordo, deve essere tutto romanzato e quindi anche un po' irreale, ma l'idea di un tour in Europa a visitare le città senza alcun adulto accanto diventa un po' forzata. Sì, la fantasia è importante ma anche il senso della realtà. Ai miei tempi, un'idea come quella prevedeva poi la necessità di non tornare mai più e sperare in un lavoro da mozzo su qualche nave, di fronte al terrore puro di dover tornare a casa dai propri genitori per dire, un po' impacciato, che era una fuga estiva.

Alice e Rudi vogliono fare questo viaggio avventuroso ma tutto salta a causa di una piccola distrazione del ragazzo (lascia la cartina con le città cerchiate, al cesso, e Giulio, il genitore, la trova). Tutto salta, volano maledizioni, anatemi, promesse d'odio eterno da ragazzini e poi la separazione dolorosa per l'estate. Alice se ne va a Venezia a trovare la madre, in città per lavoro, mentre Rudi inizia una caccia disperata di ragazze da conquistare. Il suo scopo è quello di incontrare una certa Gloria che ha smarrito l'Ipod (moderna scarpetta di Cenerentola?) e così parte per Jesolo convinta di trovarla in campeggio. Ma l'estate dei due non sarà lontana l'uno dall'altra per sempre: mentre Alice incontra un ragazzo, Alvise, ad un corso di fotografia, Rudi si segna con scrupolosità tutti i nomi delle ragazze che ha conosciuto o a cui è interessato. Ma...

Il libro è una serie di posti visitati, presunte avventure che sperano nel mordente e nella curiosità del lettore, senza però mai davvero osare. Si legge tra le righe qualche nudità appena accennata, batticuori che durano al massimo venti pagine e che eseguono perfettamente la loro funzione: entrare in scena e uscirne direttamente senza aver rivoluzionato alcun rapporto o equilibrio iniziale. Ci si conosce, si viene delusi, si litiga e poi tutto torna nella normalità. E anche gli scherzi raccontati, che dovrebbero essere un po' quelli classici tra ragazzi, rischiano di assumere una connotazione un po' esagerata e surreale:

"Doccia al brodo: Rudi ha nascosto del dado granulare da cucina nella cipolla della doccia (...) Così quando ho aperto l'acqua sono stata letteralmente investita da un'ondata di brodo tiepido"

E il sottoscritto, che come genio del male e del crimine da adolescente, era rimasto al cuscino scoreggia di Pieriniana memoria, di fronte a queste nuove scoperte, si chiede quanto tutto questo sia irreale e quanto lui in realtà sia invecchiato. Si legge così un doppio resoconto di un'estate che non solo non è tua e non racconta nulla di così necessario, ma che, in più, involontariamente, produce un effetto di estraniamento e distanza tra fughe sospirate e irrealizzabili ed avventure troppo romanzate e telefonate da poter sembrare credibili anche solo a chi legge.

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