I reali d'Inghilterra intercettati e lo scandalo dei tabloid sul NYT

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Da Lady Diana in poi, il gossip sui reali d'Inghilterra ha acquistato sempre più valore. Oggi, i principini William e Harry sono due pesi massimi del pettegolezzo internazionale, e uno scoop su di loro vale tanto oro quanto pesa - in battute o in caratteri.

Non solo uno scoop, qualunque notizia sulle teste coronate d'Albione scatena una nevrosi planetaria. Nevrosi particolarmente accentuata in Inghilterra, sui tabloid come News of the World e Sun, giusto per fare due nomi. Una corsa nella quale si utilizzano metodi illegali.

L'inchiesta che ha dedicato il New York Times, firmata da Don Van Natta Jr., Jo Becker e Graham Bowley è interminabile, noi ve ne traduciamo una parte dopo il salto. Leggetela: è decisamente istruttiva su un certo tipo di morbosità gossippara degli ultimi anni...

principi-william-harryLa storia parte da lontano: parte dal 2005, quando alcuni membri dell'entourage della famiglia reale si accorgono di strani problemi ai loro telefoni cellulari. Nelle loro caselle vocali e segreterie telefoniche, alcuni messaggi si cancellano, altri vengono archiviati malgrado loro non li abbiano mai ascoltati.

Contemporaneamente sul News of the World esce una notizia apparentemente insignificante, ma che fa mangiare la foglia alla security di Buckingham Palace. La notizia è una scemenza - il principe William si è rotto un tendine del ginocchio - ma del piccolo infortunio di William erano a conoscenza solo pochissime persone. Come aveva fatto a filtrare dai fedelissimi ed arrivare alla stampa scandalistica?

L'inner circle di William inizia a sospettare che qualcuno intercetti le conversazioni, o abbia modo di ascoltare in maniera illegale le loro comunicazioni. A gennaio 2006, Scotland Yard conferma i loro sospetti: gli indagati sono due, Clive Goodman, reporter del News of the World da sempre al seguito dei reali, e Glenn Mulcaire, detective privato. In qualche modo i due erano riusciti a ottenere i pin delle segreterie telefoniche di alcune persone dello staff reale.

Gli investigatori chiesero allo staff di continuare come se nulla fosse, per non disturbare le indagini: che però ebbero una svolta quando sul News of the World uscì in prima pagina la storia del Principe Harry in un night club. Titolazione eccezionale, bisogna ammetterlo:

Harry Buried Face in Margo’s Mega-Boobs. Stripper Jiggled . . . Prince Giggled


il gioco di parole jiggled/giggled, è ovviamente intraducibile ma tradotto e adattato è qualcosa come

"Harry affonda la faccia nelle tettone di Margot. La stripper trema . . . il Principe freme".

Che c'era di strano? C'era di strano che Goodman, per sapere tutto questo - Goodman e Mulcaire erano all'oscuro delle indagini - era entrato nella casella vocale del Principe Harry. E si tradì anche in un editoriale di qualche giorno dopo, quando citò, scrivendo della reazione della fidanzata di Harry, le esatte parole che il fratello William aveva lasciato nella sua segreteria telefonica.

Ma i reali erano solo la punta dell'iceberg... erano centinaia le personalità dello spettacolo, del governo, delle forze dell'ordine che erano nel mirino e potenzialmente ascoltabili. Solo ora però stanno saltando fuori, e in particolare questa estate sono state cinque le cause intentate da persone cui era stata violata la casella vocale da reporter senza scrupoli.

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A chi fanno causa? Ma alla News Group Newspapers, una divisione dell'impero mediatico di Rupert Murdoch, che comprende anche il News of the World. Goodman e Mulcaire finiscono in carcere... e pensate che finisca qui? Certo che no. Perché la storia è molto più intricata, sembra scritta da Ellroy: pensate a una specie di American Tabloid, ma oltremanica.

Scotland Yard infatti è stata riluttante a procedere ad un'indagine dura e completa, che andasse fino in fondo, anche per via degli strettissimi legami con il News of the World. Eppure erano centinaia gli intercettati: si è scelto di andare a fondo solo sulla famiglia reale. Perché?

Secondo Scotland Yard, perché la violazioni erano limitate a un reporter in particolare, Goodman. Ma è una barzelletta: Goodman era una vecchia gloria del giornalismo scandalistico UK, era irrealistico pensare che fosse l'unico a utilizzare certi metodi... e qui parte la grande inchiesta pubblicata dal NYT.

Goodman ha pagato per una prassi comune, ed è stato l'unico a pagare - anche con quattro mesi di carcere. Per chiudere, una dozzina di ex reporter del News of the World hanno confermato che i metodi illegali erano ampiamente utilizzati. Ecco cosa ha spiegato ai reporter del NYT un ex inviato del NOTW, a proposito di tecniche come quelle utilizzate per carpire le conversazioni private dei reali:

"Lo sapevano tutti in redazione. Anche i muri"


che va detto, in lingua originale ha tutto un altro sapore:

“Everyone knew. The office cat knew”
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