Gossipblog al Teatro Nazionale di Milano per il GranPrix 2010 -Il red carpet

Quando arrivo con un mio amico davanti al “Teatro nazionale” ho la stessa reazione ed espressione di chi ha un treno in partenza entro cinque minuti dal binario 1 e vede davanti a sé 15 persone, in fila, che devono ancora fare il biglietto automatico (come lui). Ma questa sera, le persone erano almeno un centinaio. Grande affluenza e curiosità per l’evento del “Gran Prix 2010” a Milano, (cito testualmente) “il più importante evento Italiano dedicato ai professionisti del mondo della comunicazione” presentato anche quest’anno da Piero Chiambretti.

L’ingresso è colmo di gente che, tirata a lucido e indossando i capi più disparati (e a volte, disperati) attende, conversando, di poter finalmente entrare. Alcuni ragazzi raggiungono altre ragazze con gonne a pois: un ragazzo con i pinocchietti e la giacca elegante, capello impomatato, alza il braccio richiamando l’attenzione di altri suoi conoscenti. Ed è tutto così. Gente che si guarda intorno smarrita e che inizia freneticamente a chiamare altre persone che conosce, con il cellulare, per non rischiare di rimanere ignorato ed estromesso dalla serata. Alcune hostess e steward mi chiedono se voglio scrivere qualcosa in una lavagna cancellabile, sotto la scritta “A Milano voglio dire…“, in occasione della Settimana della comunicazione. E, totalmente privo di ogni fantasia, assicuro loro che tornerò, entro fine serata, a dare il mio pensiero.

Mi avvicino al secondo ingresso, dove ho visto entrare Eleonoire Casalegno, con cappello nero e piuma in testa, mentre varcava la soglia del locale. I curiosi aumentano e non può non essere notato un tizio trentenne, in tuta, armato di cellulare, che ferma ogni possibile vip, quasi braccandolo letteralmente, per fare una foto ricordo (?). Un gruppetto di ragazzini si avvicina per chiedermi informazioni su come si entra, se c’è bisogno dell’invito e quando gli spiego di essere informato poco più di loro e di essere a conoscenza di una lista, tentano la battutona con un “Allora magari posso dire io il tuo nome ed entrare al tuo posto! Come ti chiami?

Gossipblog al Teatro Nazionale di Milano per il GranPrix 2010 -Il red carpet
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Alzo la testa e vedo il seguente scenario: le persone che aspettano di fare il proprio ingresso e, al primo piano, nella terrazza del teatro, gente (già entrata) che osserva gli altri, in dignitosa fila, attendere il proprio turno. E mi aspetto che qualcuno, da un momento all’altro, possa, dall’alto del primo piano, esclamare, guardando “in basso”: “Il popolo non ha pane? Dategli le brioche“. Poi altre macchine arrivano e appare Alessia Fabiani, in un vestito dorato quasi abbagliante, che si dirige sicura verso l’ingresso secondario. Poco dopo di lei, arriva Terry Schiavo, riconosciuta da qualcuno, che sorride e si ferma per quale foto di rito (ovviamente, il tipo in tuta, in prima fila e sorriso smagliante).

Poi è un via vai di Siria (non quella che canta, ma quella del Grande Fratello), Roberto Mercandalli e soubrette (tristemente) sconosciute che sgambettano tra l’esterno e l’interno del teatro (loro, quelli che possono farlo), prestandosi a scatti rubati o pronte a farsi immortalare per qualche foto e qualche attimo di notorietà. E assisto così ad una scena divertente: una ragazza in abito da sera sfavillante, capelli mossi e lucenti (che non ho riconosciuto) si avvicina per entrare e le viene chiesto il nome da una donna. E la risposta lapidaria “Mi spiace ma non è in lista… e poi, mi scusi ma quelle scarpe…” E la riconosco: l’inviata delle “Iene” sotto mentite spoglie che nuovamente rimbalza una presunta vip. Lei si allontana e poi inizia freneticamente a chiamare qualcuno con il cellulare, fino a sentirsi sollevata quando capisce il “trappolone” in cui è cascata e nervosa, ridacchia. Come fosse appena uscita da un incubo.

Successivamente si ferma una macchina da cui scende Umberto Veronesi, immediatamente scortato all’interno dell’edificio e poi, da un’auto blu emerge Michela Vittoria Brambilla, che scompare anche lei in pochissimo tempo. Ed è pochi minuti dopo il loro arrivo che alle mie spalle sento la voce di un giovane che, rivolgendosi ad una ragazza davanti all’ingresso vip esclama “Ma tu non sei la coniglia?!“. Per un momento temo di assistere al lancio di una scarpa col tacco e invece lei annuisce, orgogliosa di essere riconosciuta, direttamente dal programma di “Chiambretti night“. Scambiano due battute e poi, avvistata a quel punto anche dagli altri giornalisti, si presta a qualche foto della serata, anche davanti alla lavagna incriminata con la frase su Milano che, io, in quel momento, non ho ancora trovato.

Solo quando le celebrità attese sembrano essere arrivati, le porte si aprono e tutti, con fare disinvolto, estraggono dalla giacca (Ralph Lauren, Gucci) o dalla borsa firmata (Ferrè, Chanel) il proprio invito, come fossero bambini con il biglietto dorato per visitare la fabbrica di cioccolato di “Willy Wonka”. Ordinatamente (ma con aria impaziente) entrano nel Teatro, tra sorrisi di circostanza e discorsi poco originali (“Quest’anno in Sardegna dovete raggiungerci immediatamente, non accetto scuse“). Il tema e il perché della serata è presto dimenticato, nel caso ne si sia a conoscenza.

La piazza si svuota velocemente: la coniglia è rientrata, i ragazzini che volevano imbucarsi se ne sono andati senza speranza, il tizio in tuta è tornato a casa con un bottino ricco e anche le hostess e gli steward hanno dismesso i panni da lavoro e si sono lanciati in pose amorevoli e amichevoli davanti a quella lavagna, tornata bianca dopo le numerose scritte. Lascio il Teatro con il mio amico mentre mi torna alla mente una frase che, adesso, potrei scrivere:

“A Milano voglio dire… che questa non è Milano”

E, a quel punto, ce ne andiamo a mangiare una pizza.

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