Da qualche tempo non sentivamo parlare di lei, ma finalmente è tornata. Ci riferiamo all’Ape Regina. Chi? Sabina Began, l’ex fidanzata-amante di Silvio Berlusconi, anche lei coinvolta nelle inchieste giudiziarie che riguardano le ‘cene eleganti’ ad Arcore, ma soprattutto l’inchiesta Patrizia D’Addario (Sabina era stata il tramite fra Berlusconi e Giampaolo Tarantini). Intervista dal quotidiano La Repubblica, l’attrice il cui vero nome è Sabina Beganović, ha affrontato la questione attuale che concerne la casa romana in cui vive in via Baccina, nel quartiere Monti. Sì, perché due procure della Repubblica si occupano di questa dimora da 1,4 milioni di euro. Che, manco a dirlo, è un regalo di Silvio.

La colpa è la vostra. Guardate sempre tutto con l’odio. E non capite che in questa storia c’entra soltanto l’amore. Un amore puro. (…) Riciclaggio? Ma quello è un regalo.

In realtà la casa dell’Ape Regina è sotto la lente di ingrandimento dei magistrati perché il bonifico di 1,4 milioni fatto dal Cavaliere in favore della donna risale all’ottobre del 2011, qualche giorno dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia con il quale la procura di Bari l’accusava di aver portato escort a Berlusconi.

Allora, cominciamo a dire che questa storia delle escort è una follia: come ho già detto, io ero innamorata di, come lo chiamate voi? Ecco. Io lo chiamo semplicemente Silvio. Per lui avevo rinunciato anche a George Clooney, figuriamoci se potevo portare delle escort. Però non capisco cosa c’entri la storia della casa.

Non sappiamo se per davvero la Began non avesse colto il nesso, ma, dopo la spiegazione del giornalista del quotidiano (cioè che l’accusa è che si tratti di un regalo per comprare il suo silenzio), ecco qual è stata la pronta risposta:

Ma figuriamoci! Un regalo e basta! Lo conosco da quasi dieci anni, sono legata a lui da un affetto enorme. Voi vi chiedete perché un fidanzato fa un regalo alla fidanzata, un padre a una figlia, uno zio a una nipote? Il nostro è un rapporto di questo tipo, ma figuriamoci se poteva mai entrarci un processo. O per caso questa cosa di Bari. Non è giusto chiedere spiegazioni su un atto di amore. E comunque queste cose non le voglio dire, cioè non voglio proprio parlare, perché è giusto che parli il mio avvocato, insomma lui può spiegare bene tutto quanto. È opportuno che io non dica niente.

La Began ha in seguito ribadito che non sapeva che le amiche di Tarantini, portate da Berlusconi, fossero prostitute e che quella fin qui raccontata da lei in ogni sede è la verità. Compreso il fatto che le ragazze si limitassero alla cena con il Presidente. Poi andavano via, forse con qualche soldo in più in tasca, ma sicuramente ancora con negli occhi l’eleganza della serata appena trascorsa.

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