Gigi Rizzi è morto: il playboy che ha conquistato le più belle donne del jet set internazionale, che ha fatto girare la testa a Brigitte Bardot ed è stato il sogno delle sciure del mondo è scomparso a 69 anni, compiuti appena ieri.
Bandiera del fascino italiano nel ‘mondo dorato’ degli anni ’60, volto noto dei locali di Cannes e Saint Tropez, Gigi Rizzi ha incarnato un’epoca, quella del boom e del divismo sulle rive del Tevere e della Costa Azzurra. Nato a Piacenza, penultimo di quattro figli in una famiglia di imprenditori di laterizi a Piacenza, Gigi Rizzi ha fatto scuola con il suo stile e le sue conquiste, circondato dagli amici Beppe Piroddi, Franco Rapetti, Rodolfo Parisi e Gianfranco Piacentini (denominato sulle coste francesi il gruppo de Les Italiens). Imprenditore a sua volta, aprì nel 1967 la prima discoteca milanese, il Number One, poi sbarcata anche a Roma.

Immortalato dai paparazzi, conquistò senza dubbio le copertine delle riviste rosa per la relazione con Brigitte Bardot nell’estate del 1968, che sancì la fine del matrimonio di BB con Gunther Sachs. La fama lo porta a una breve carriera cinematografica apertasi nel 1969 con “La donna invisibile” di Paolo Spinola cui seguono alcune pellicole tra cui La morte risale a ieri sera (1970) di Duccio Tessari e Roma bene (1971) di Carlo Lizzani.

Ma se Brigitte Bardot fu forse la più ‘eclatante’ (e glamour) delle sue conquiste, vissuta a soli 24 anni, il suo palmares annovera anche bellezze come Dominique Sanda, la top model Veruska, Fiona Lewis, Anna Mucci, Patrizia Gallieni, Isa Stoppi e Nathalie Delon. In breve le più belle, e più desiderate, donne del mondo.

Non ho mai trovato una spiegazione logica, razionale, alla conquista di una donna.
E’ qualcosa di magico, accade e basta. C’erano quelli che ci mettevano un impegno pazzesco e spendevano capitali in rose rosse e gioielli.
Io ho sempre agito d’istinto.

raccontava Rizzi, come si legge ancora sul suo sito internet che ricostruisce la sua storia e la sua filosofia di vita, trascorsa tra i tavoli di Portofino, vivendo “un altro ’68” (come raccontato nel libro “Io, BB e l’altro ’68”), opposto a quello delle proteste studentesche. Ma non senza valori: il tradimento, ad esempio, era lontano dal suo stile di vita:

Ho sempre considerato meschine e vigliacche le relazioni parallele. Se stavo con una ragazza, quella era l’unica al mondo. In amore cercavo di essere severissimo con me stesso. E se qualche volta ho tradito mi sono sempre sentito malissimo. Anche se era solo una scappatella, mi sentivo uno stupido, un cialtrone. Solo dei poveretti possono sentirsi orgogliosi di avere una donna e un’amante.

Oltre al ‘sacro fuoco per la conquista’ ha sempre bruciato in lui il ‘fuoco’ dell’imprenditoria lo riconquista e lo spinge a trasferirsi in Argentina dove investe in un’azienda agricola e in allevamento di bestiame accanto a Dolores Mayol, sua quarta moglie sposata nel 2003 dopo 10 anni di convivenza, e i suoi tre figli. Torna in Italia nel 2004 per partecipare al reality show La Fattoria. Ma per tutti resterà il playboy che fece sognare BB e che fece morire di invidia tutti gli uomini del mondo.

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