E’ una storia intricata quella che vede per protagonisti i due fratelli Gabriele e Silvio Muccino e le loro controversie da oggi anche legali. Succede che la compagna del più giovane regista, la cinquantanovenne scrittrice Carla Vangelista, abbia querelato Muccino senior, reo di averla definita “senza talento”. Non solo, il regista di Sette Anime si dice tuttora convinto che la donna stia plagiando da anni suo fratello minore rovinandone anche la bravura professionale con film nati a quattro mani e di relativo se non scarso successo come Parlami d’amore e Un altro mondo.

Lo sfogo del regista, ultimamente batostato sia in America che in Italia per la pellicola Tutto quello che so sull’amore, arriva direttamente dalla sua pagina Facebook dove colui che ha diretto Will Smith in due film di grande successo, spende parole amare nei confronti del fratello che non vede da otto anni e soprattutto di una certa signora C., a suo dire, colpevole di questo allontanamento:

Pensiero per Carla Evangelista,
In pochissimi sanno di chi stia per andare a parlare. Ma poco importa. Si tratta di una ex adattatrice dialoghi, improvvisata scrittrice di discutibile talento che ha sequestrato e rovinato il talento e (opinione personale) la vita di un promettentissimo ragazzo e attore dall’altrettanto promettente futuro a cui ero (sono ancora) profondamente legato nonostante non lo veda ne lo senta troppi anni. E certo non per mia scelta. Anzi. La signora in questione mi ha querelato per averla definita scrittrice senza talento. Se fosse una vera artista saprebbe che questa è la vita degli artisti: venir criticati. Una querela penale per motivi così ridicoli fa male solo a chi la conduce, a chi la escogita senza alcun senso del limite, per vendicarsi di quell’arte che evidentemente proprio così dimostra di non avere. Se io dovessi querelare tutti i critici, i bloggers ecc che hanno scritto cose terribili (forse a ragione qualche volta, chissà), su di me, sul mio talento, o altro, sarei solo un patetico pagliaccio infantile e certamente prova vivente della mia assoluta mancanza di rispetto nei confronti dell’arte.

Lo sfogo è seguito da un appello verso la donna:

Lo dico per te, Signora Carla. La mia opinione resterà la stessa nei tuoi confronti ma la tua reazione in una sede penale, scomodare un PM per il tuo ego ferito, è cosa meschina e rideranno di te ancora di più appena volterai le spalle…la giustizia in Italia ha ben altro di cui occuparsi. Il tuo è un comportamento piccolo, mediocre, o forse semplicemente il riflesso limpido di chi sei. Evitati questa ulteriore squallida figura.
Lo dico non per te, ma per non trascinare con te quel ragazzo a cui tengo ancora moltissimo e che ti segue da anni senza più sapere dove sia finito e come.

Il regista, comunque, riserva parole d’affetto al fratello che non vede da troppo tempo ma che, dice, ancora stima e ama come se questo allontanamento non fosse mai davvero avvenuto:

Chiudo qui questa dolorosa parentesi che mi auguro la Signora C. abbia il buon senso di non riaprire in un’aula di un tribunale con l’avallo silente di mio fratello che renderebbe tutto esponenzialmente più sgradevole. Ho detto tutto, anzi ho detto certamente troppo. Ho amato e amo mio fratello come il giorno in cui lo vidi nascere e come amo i miei figli, anche se per sua assoluta richiesta, senza ci sia stata mai una lite, un diverbio, nulla, ha interrotto i rapporti con chiunque amico avesse un tempo, con qualunque familiare e persona di mia conoscenza. Non lo vedo da 8 anni. Domani sarà un altro giorno. Il vento porterà aria nuova e io giocherò con mia figlia. Amatevi. E’ la cosa più bella che mi viene da dire.

La vicenda sembra davvero troppo delicata per aggiungere un qualsiasi commento. L’unica certezza è che per i Muccino la ricerca della felicità, quantomeno in famiglia, non sia mai stata così difficile, purtroppo.

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