Immaginavate che Marco Mengoni fosse patologicamente timido tanto da avere qualche difficoltà a rapportarsi al mondo esterno? La timidezza, spesso, è un’arma a doppio taglio e il fu Re Matto ha cercato di vincerla con un abile lavoro di fortificazione della personalità iniziato durante l’età adolescenziale:

Il primo cambiamento l’ho fatto andando a lavorare a 14 anni, stando dietro ad un bancone di un bar. Lì devi parlare con chiunque, prendi le peggiori sfuriate: il primo cappuccino che ho fatto era ustionante e il cliente me l’ha tirato addosso. Sono ancora timido ma quest’anno, riesco a chiamare il taxi, prima non ce la facevo.

Durante le vacanze estive, questa sua forma di insicurezza diventava sempre più acuta:

Per i miei amici è sempre stato un dramma portarmi al mare. Ci sarò andato 10 volte nella mia vita. Mi sdraio per terra e pian piano tolgo la maglietta, poi i pantaloni e sto immobile come una mummia. L’ultima vacanza l’ho fatta prima di entrare ad X Factor, in Puglia. Stavo sdraiato dalla mattina alla sera. Facevo il bagno alle sei quando la gente iniziava ad andare via.

Mengoni, pero’, ha sempre inseguito il sogno della musica nonostante i genitori l’avessero sempre spinto a costruirsi un piano B d’emergenza in caso di insuccesso:

Ho fatto l’istituto d’arte e ho provato ad entrare ad architettura, volevo fare industrial design ma non mi hanno preso. Così mi sono iscritto a lingue. Sto preparando l’esame di glottologia, per fortuna che è arrivato X Factor.

Che l’esperienza dei live (con esibizioni davanti ad un pubblico molto vasto) l’abbia arricchito come persona ed artista?

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