Un Marco Mengoni al naturale, quello che si è raccontato ad Alvin a Verissimo prima di andare in scena agli Arcimboldi di Milano. Il cantante ha condiviso su Canale5, con grande semplicità, vari aneddoti sulla sua vita post-sanremese. A partire da uno davvero simpatico:

“Dopo tanto tempo di assenza il cartello più bello l’ho letto ad, Assago: ‘Marco ci sei mancato’. L’aneddoto più bello di quel concerto lì è che di giorno arrivo magari in teatro in tuta e col cappello, avevo scordato il pass. Non mi hanno fatto passare, ho tolto il cappello e gli occhiali e questo della sicurezza continuava a non farmi entrare”.

Marco ha commentato l’accaduto col sorriso sulle labbra, non come “leinonsachisonoio”. Per il resto l’ansia da performance gli procura strani effetti, che a quanto pare sono l’esatto opposto dell’adrenalina:

“L’ansia mi abbatte. Andrei a dormire quando sto per iniziare un concerto. Prima di un concerto, infatti, dormo”.

Questo è dovuto al fatto che lui stesso si è molto calmato, insieme ai suoi seguaci:

“I miei fan rispetto al 2009 sono cresciuti. Prima avevano 19 anni, ora 23. Vedi la trasformazione di queste persone che ti seguono in tutto quello che fai. Io per primo ora mi controllo molto di più, sono meno irascibile, molto più calmo”.

L’ex vincitore di X Factor e Sanremo ha, infine, commentato la sua prossima partecipazione all’Eurovision song contest in rappresentanza dell’Italia:

“Mi sento un po’ in imbarazzo a rappresentare una nazione musicalmente. Dovremmo andare in 40, dovrebbe essere una troupe. E’ molto difficile per una persona sola, specie per uno giovane come me. Per questo abbiamo scelto l’Essenziale, che è un pezzo molto italiano e una stesura molto classica di ballata. Il testo mi piace moltissimo perché rappresenta il momento che stiamo vivendo e il barlume di speranza che si può dare”.

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