Grande Fratello, Ascanio Pacelli e Katia Pedrotti su Visto con Tancredi

A poche settimanane dal parto, Katia Pedrotti ed Ascanio Pacelli presentano, per la prima volta, il neo arrivato Tancredi sulle pagine di Visto

In una lunga intervista rilasciata al settimanale Visto, in edicola oggi, Katia Pedrotti ed Ascanio Pacelli non trattengono l'emozione per l'arrivo in casa di Tancredi. La coppia, pero', ha dovuto appianare (e affrontare civilmente) alcune divergenze sulla scelta del nome. L'ex gieffina avrebbe preferito un appellativo dal suono più dolce ma, poi, ha ceduto per amore del marito (che si è tatuato sull'addome il cuore del figlioletto sotto quello della primogenita Matilda):

Credo che nella vita non ci sia mai una cosa uguale all’altra. Quando ho scoperto di essere incinta, ero emozionata come la prima volta, anche se provavo sensazioni diverse perché un maschietto e una femminuccia sono piccoli mondi completamente diversi e non sapevo cosa aspettarmi. Ora non penso ad allargare la famiglia perché sto bene così, mi sento realizzata. Però tra cinque anni potrei essere di nuovo incinta. Matilda ci chiedeva una sorellina: è arrivato Tancredi. Forse sarà lui a chiederci un fratellino. Sono sincera: non è il mio nome preferito. Ma del resto da un Ascanio non poteva nascere un… Gino. Quando lo guardo, così piccolo, trovo strano chiamarlo con un nome altisonante: fino alla fine ho detto ad Ascanio che avrei preferito un’altra opzione e lasciavo a lui la scelta. Ho ceduto al compromesso per fargli un regalo.

Ascanio è entrato a pieno titolo nella rosa dei vip che hanno scelto nomi inusuali per il proprio pargolo (pensiamo alla Chanel di Blasi - Totti o Santiago di Belen - De Martino):

Sono stato io. Mi assumo tutte le responsabilità perché a Katia non piace più di tanto. La storia del nome è lunga. A me piaceva tantissimo il nome Santiago, ma quando Belen è rimasta incinta e ha dichiarato che suo figlio si sarebbe chiamato così, ho abbandonato l’idea. Allora ho ripiegato su Tancredi, che mi piace ugualmente. Katia era scettica, ma per convincerla ho adottato una tattica che si è rivelata vincente: ogni giorno le proponevo nomi pessimi, irripetibili. E ogni volta nella rosa dei nomi c’era Tancredi, che ovviamente era il più bello della lista. Così alla fine è stato facile decidere. Imparerà ad amare il nome come ama lui. A me piace al punto tale che, come già successo con Matilda, me lo sono tatuato immediatamente.

Dopo diversi anni di inattività, mamma e papà bis hanno dovuto cimentarsi nuovamente con pappette, pannolini, notti insonni per non far mancare nulla al bambino. Katia non si abbatte e pare galvanizzata dalle gioie della maternità:

Non ricordavo che un neonato fosse così piccolo. Per il resto vivo tutto in modo molto naturale: non mi pongo domande, affronto la mia e la sua vita giorno dopo giorno. A livello pratico mi sto rendendo conto che è complicato incastrare i bisogni di Tancredi con le abitudini di Matilda, ma al di là di questo è tutto perfetto. Io sto bene. Anche stavolta ho partorito con il taglio cesareo e dopo i primi giorni ho iniziato a stare bene. Anzi: ho molta più energia del solito.

Ascanio, invece, è molto propositivo, sicuro di aver concepito una vera forza della natura:

Ero già preparato, anche se ho realizzato solo un attimo prima di entrare in sala parto che stavo per diventare di nuovo padre. Quando aspettavamo Matilda, già un mese prima del parto ero teso ed emozionato. Stavolta credevo di conoscere le dinamiche e invece… Tancredi è diverso. Come la sorellina, e la mamma, ama molto dormire ma, a differenza di Matilda, lui mangia moltissimo. E quando non dorme è iperattivo.

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