
“Per me Michael Jackson non rappresenta niente. Non capisco tutto questo gran parlare che si fa della sua morte. Era forse più importante dei Beatles?”
Noel Gallagher, degli Oasis, dice la sua sul Re del Pop e non va per il sottile. Peggio questa dichiarazione o quella di Rupert Everett?

La difficoltà esibita da Rupert Everett nel tenere la bocca chiusa stavolta gli è costata un lavoro. Durante un’intervista, il 50enne attore inglese ha definito ” un tipo strano” e “piuttosto grasso” il direttore di Vanity Fair, Graydon Carter. Il problema è che il signor Everett scrive per quella rivista. O forse dovremmo dire scriveva. Già perchè Carter non ha apprezzato la schiettezza dell’affermazione e ha quindi deciso di licenziarlo in tronco. Questa sì che è una “giusta causa”.
Via | Daily Mail

“Era strano (freak, in inglese), sembrava un personaggio di Shrek. È stato crocifisso per le accuse di molestie a minori, quelle lo hanno ucciso. Impersonava il dolore e l’ansia dell’uomo nero in un paese schiavista. Abbiamo visto tutti come è cambiato da nero a bianco. La sua morte è stata fortuita. Aveva in programma 50 concerti a Londra, ma non sarebbe mai riuscito a farli tutti e la stampa lo avrebbe distrutto per questo.”
Rupert Everett non fa mancare la sua opinione sulla morte di Michael Jackson.
Via | Daily Mirror

Irriconoscibile e rovinato dal botox. Sono sconvolgenti le immagini che ci riportauno un Rupert Everett letteralmente sconvolto dalla chirurgia. Per guadagnarci cosa? Un’oscena maschera. Ma perchè rovinarsi in questo modo?
Fonte:DailyMail

Rupert Everett non è mai stato un tipo che “le manda a dire”. In un’intervista con Radio Times l’attore inglese ha speso due paroline per i suoi cugini americani.
Gli americani fanno le vittime piagnucolone ed il loro modo di parlare è totalmente preso da due serie TV: Friends e Sex & The City. La semi-cecità verso il resto del mondo era molto attraente quando gli Stati Uniti era eccitanti, ma adesso non lo è per niente.
Indovinate chi avrà un po’ di problemi con il visto la prossima volta che tenterà di andare in America…
Via | The Press Association