
Nella sua ultima canzone, “Vuoto a perdere”, grande successo di questa stagione, Noemi parla di cellulite, sfidando un tabù di molte donne. E diciamocelo, chi di noi donne, guardandosi allo specchio, non ne vede almeno un po’? Lo ammetto, Noemi mi piace, non solo per come canta, ma anche per quello che dice. Questa settimana, ad esempio, durante un’intervista al settimanale Grazia, ha dichiarato:
“Basta con questa fissazione di essere perfetti. Quella è un’eccezione, eppure passa per la regola. La mia canzone vuole essere un manifesto di quelle imperfezioni che ci rendono uniche. Prendete me, per esempio. Visto che sederone? E ho anche il seno grande. Tendo a ingrassare perché mi piace troppo mangiare: soprattutto pasta alla carbonara e spaghetti cacio e pepe. Da quando ho avuto successo sono aumentata di peso perché finisco spesso in posti dove la cucina è una tentazione. Ora, però, mi impegnerò per dimagrire, almeno un po’. Nessuno ci crede, ma ce la farò”.
Sapete che vi dico? Può riuscirci o no, ma io questa ragazza la trovo sempre e comunque fantastica, anche con qualche chilo in più!

Noemi è una delle scoperte di X factor 2 e una conferma del Festival di Sanremo: ora sta scalando le classifiche con il suo ultimo singolo “Per tutta la vita” e in’intervista ha confessato un periodo buio della sua adolescenza. Al settimanale “Di più”, la cantante ha ammesso che quando aveva 16 anni ha quasi vissuto per tre anni da reclusa, in casa, ma che sono stati fondamentali per diventare la donna che è adesso:
“Ho vissuto in maniera pesante l’adolescenza, non mi sentivo accettata e capita dai miei coetanei. E ho reagito chiudendomi in me, isolandomi. Era un periodo di sofferenza in cui mi domandavo “Che cosa c’è in me che non va?”. Penso che sia un problema che credo vivano molti adolescenti. E ci sono quelli come me che si allontanano dal gruppo per non rinunciare a se stessi”
E così, tolta la scuola, era sempre a casa da sola a suonare la chitarra, il pianoforte, ad ascoltare la musica e vedere film. A casa era concentrata su quello che l’appassionava, isolata ma mai annoiata. E ha sempre potuto contare sulla presenza e l’affetto dei genitori: