
Chi l’avrebbe detto fino a qualche tempo fa? Con la sua aria seria, forse anche un po’ noiosa, da giornalista prima e politico poi, Piero Marrazzo ha lasciato di stucco gran parte dei cittadini laziali, per non parlare dei suoi elettori. In molti non se l’aspettavano “proprio da lui”. Eppure le ammissioni sono arrivate: il Presidente della Regione Lazio non era nuovo al giro dei transessuali romani, tanto da essere apprezzato per le sue generose mance. Si parla di 5000 euro per una prestazione con Natalie, il trans immortalato nel video dei carabinieri.
In queste ore convulse di indiscrezioni più o meno veritiere, potrebbero arrivare le dimissioni dalla guida della regione. Siamo di fronte ad uno scandalo in piena regola che ha travolto Marrazzo senza lasciargli alcuna alternativa se non quella dell’auto-esilio dalla vita politica locale e nazionale. Il timore di molti, politici e non, è che attraverso le indagini saltino fuori nuovi nomi di clienti famosi. Chi sarà il prossimo?

Ve l’avevamo detto pochi minuti fa. Cominciamo già a trapelare le prime indiscrezioni sul filmato con il quale quattro carabinieri avrebbero tentato di estorcere 80.000 euro a Piero Marrazzo. Secondo quanto riporta il quotidiano Libero, il Presidente della Regione Lazio sarebbe stato filmato in momenti di intimità con un transessuale. Ricordiamo che queste sono solo voci e non c’è ancora alcuna nconferma sulla loro attendibilità. Marrazzo ha definito il filmato una bufala .
Via | APCom

Quattro carabinieri sono stati arrestati con l’accusa di aver ricattato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. I sotto-ufficiali avrebbero tentato di estorcere 80.000 euro facendo leva sul possesso di un filmato che riprende Marrazzo in “un momento della sua vita privata”. Sono un paio le domande che sorgono spontanee:
1) Cosa c’era in quel video che poteva indurre il Presidente della Regione a sborsare la cifra richiesta?
2) Perché richiedere soltanto 80.000 euro? Diviso quattro fanno 20.000 euro a testa: troppo pochi per delle persone che da tutori della legge si trasformano in estorsori.
Alcuni sostengono che si tratti soltanto di un modo per screditare il politico a pochi mesi dalle elezioni regionali. Una cosa è certa: sentiremo parlare di quel video e del suo contenuto.
Via | Repubblica