
No, Franco Califano non ha origini indiane. Ospite di Barbara d’Urso, il cantante ha visto un videomessaggio e si è commosso per l’affetto e l’amicizia dimostrato dalla sua famiglia indiana che ospita a casa:
“E’ la mia nuova famiglia. A casa mia vive una coppia indiani bellissimi che hanno fatto una figlia bellissima. Ma almeno non soffro di solitudine “
E il suo passato indimenticato di playboy?

Mettete via i portafogli, Franco Califano non ha più bisogno di aiuto, come invece sembrava pochi giorni fa. Il cantante, intervistato ieri da Barbara D’Urso a Domenica Cinque, ha infatti dichiarato:
“Io sto bene con quello che ho e non ho bisogno di niente, potrei campare altri venti anni senza lavorare non dovendo chiedere niente a nessuno. Non ho mai detto ‘Ora sono povero’. Io sui soldi ci ho sempre sputato”
Erano stati i suoi amici a lanciare l’appello per l’assegnazione di un vitalizio attraverso la legge Bacchelli, in seguito ad un infortunio alla impossibilità di lavorare da parte del cantante. Ma lo stesso ha precisato:
“Non ho mai chiesto soldi a nessuno. Non ho bisogno di chiedere, non ho bisogno di soldi. Vivo dei diritti d’autore e delle mie serate”
Ora siete più sereni, vero?

La telenovelas Franco Califano continua. Mentre Pompei crolla, il Ministro per la Cultura Sandro Bondi si sarebbe interessato in prima persona all’appello del cantautore, dichiaratosi povero due giorni fa. Come ricorda il senatore Pdl Domenico Gramazio, infatti, Bondi avrebbe dato disposizione di avviare l’iter per far ottenere a Franco Califano i benefici della Legge Bacchelli, che prevede l’assegnazione di un contributo straordinario vitalizio a quei cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, dell’arte, dello spettacolo e dello sport, ma che versano in situazioni di indigenza. Indigenti con 20,000 euro l’anno?
Ha fatto clamore ieri l’uscita di Franco Califano, dichiaratosi povero tra le pagine de Il Corriere della Sera, tanto da chiedere ufficialmente un aiuto statale. 20,000 euro di diritti Siae l’anno al Califfo non bastano. In quarant’anni ha sperperato miliardi su miliardi, senza acquistare nemmeno una casa di proprietà, tanto da essere in affitto. L’appello del cantante ha suscitato un vespaio di polemiche, ricevendo però in cambio l’attenzione di Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio, che ha immediatamente calenderizzato un incontro con il cantautore per martedì prossimo.
“Califano sicuramente è un cittadino che fa parte del nostro contesto territoriale, e quindi se ci sarà bisogno di intervenire lo faremo: la Regione ha delle forme per intervenire per le persone in difficoltà”.
Queste le parole della Polverini, che sicuramente alimenteranno ulteriori polemiche. Ma voi che ne dite. E’ giusto che la Regione Lazio aiuti Franco Califano?

“Sono povero e malato, non mi vergogno a dirlo. Il 15 luglio di quest’anno sono caduto dalle scale e mi sono rotto tre vertebre. Questo incidente ha fatto venir meno la mia unica consistente fonte di reddito, ovvero le serate. E mi ha messo in ginocchio”.
Un grido di dolore, e di richiesta di aiuto, è quello di Franco Califano, che chiede ufficialmente aiuto allo Stato, invocando la legge Bacchelli che prevede l’assegnazione di un contributo straordinario vitalizio a quei cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, dell’arte, dello spettacolo e dello sport, ma che versano in situazioni di indigenza. Il Califfo, affidandosi alle pagine de Il Corriere della Sera di oggi, prosegue:
“Io non so bene come funzioni la Siae, so soltanto che prendo circa diecimila euro a semestre. Sempre diecimila, misteriosamente non aumentano né diminuiscono mai. Non ce la faccio. Oltre a tutto vivo in affitto. E in questo momento non sono più autosufficiente con tutto quello che la cosa comporta. Merito questo beneficio? Direi di sì. È vero, sono stato un artista di fama, ma ho avuto anche un sacco di guai. Sono finito in galera per tre anni e il pubblico quando sono uscito non mi ha abbandonato”. “Ora sono con le spalle al muro. Quando le cose andavano bene non ho pensato a comprare una casa anche perché amavo cambiare spesso luogo: mi spostavo in continuazione fra alberghi, residence, città diverse. Ora, anche se me lo potessi permettere, non comprerei una casa. Per chi? Non ho figli, non ho eredi. E vivo in affitto”.
Anni e anni passati tra belle donne e lussi sfrenati, senza pensare ad un futuro, ad una stabilità. Ed ora? Ed ora aiuti di Stato, richiesti ufficialmente. E’ giusto che Franco Califano li ottenga? Possibile che “un animale da palcoscenico” come lui non abbia offerte tv, magari come opinionista in qualche reality trash? Voi che ne dite?

72 anni a settembre ma una vita sessuale ancora attiva. Franco Califano non si smentisce mai, confidando a Diva e Donna un segreto. Quale? Quello di non aver mai usato il viagra! Queste le sue parole: “uno che usa il Viagra pensa al piacere suo. Io ho sempre pensato che la donna dovesse essere soddisfatta prima che l’uomo cominciasse a essere soddisfatto“. Mai una défaillance sessuale per il Califfo nazionale, che è anche tornato a parlare dei suoi problemi con la droga, parlando dei tempi del carcere. “Dentro capisci meglio il mondo fuori, capisci che a volte stai meglio dentro. Se ti sai comportare, se sei una persona perbene, come sono sempre stato io, dentro c’è rispetto, fuori no. In carcere ci vanno gli extracomunitari, gli artisti che non hanno fatto niente. Ci vanno i personaggi. Poi di delinquenti veri, conclude il Califfo, il mondo, l’Italia, ne sono pieni, ma in carcere manca un sacco di gente“.