
Di questi tempi chiunque abbia mai incontrato Amy Winehouse quand’era ancora in vita può esprimere la propria stima e finire su blog e tabloid. Basta averla incrociata nella fila per il bagno di un festival o aver sbevazzato insieme per una sera. Sono molti artisti possono dire di averla “conosciuta” e amata. Nel mucchio di dichiarazioni, più o meno veritiere, ci ha colpito quella di Jesse Hughes. Il frontman degli Eagles of Death Metal ha infatti liquidato l’ambiente che circondava Wino senza troppi giri di parole.
Volevo bene ad Amy Winehouse. Mi è capitato di conoscerla durante un tour un paio di anni fa. Era un angelo e si vedeva che stava male. Era circondata da nient’altro che vipere e squali.
Con “animali” del genere come entourage/amici, non c’è da stupirsi se nessuno abbia mai tentato di frenare la spirale distruttiva di Amy.
Via | NME

All’epoca aveva grossi problemi. Sapeva che non sarebbe vissuta a lunga. E non a causa della droga. [Il problema] era l’alcol.
Tony Bennett ha speso queste parole per Amy Winehouse. Il fato ha voluto che, dopo una lunghissima carriera nel mondo della musica leggera, il leggendario crooner italo-americano tornasse in prima pagina per la sua collaborazione con Wino, l’ultima registrazione (finora) di quest’ultima prima di scomparire lo scorso luglio. Le parole di Tony confermano la tesi di Mitch Winehouse, il padre di Amy: non è stata un’overdose a stroncarla, ma sintomi connessi alla sindrome d’astinenza da alcol.
Via | NME

È arrivata una farfalla nera quando ho cominciato con l’elogio funebre. Avevo la testa giù perché stavo leggendo. Sentivo le persone che mormoravano e ho subito pensato che i paparazzi erano riusciti ad entrare. La farfalla si è posata sulla spalla di Kelly Osbourne, poi è volata attorno a me. Hai mai sentito qualcosa del genere nella tua vita? È incredibile.
Sono parole di Mitch, l’inconsolabile padre di Amy Winehouse. Accompagnato dall’ex moglie e madre della cantante, Janis, papà Winehouse ha partecipato alla trasmissione condotta dal giornalista Anderson Cooper. Nel corso dell’intervista, intervallata da alcune lacrime, Mitch ha portato avanti la tesi della famiglia della cantante prematuramente scomparsa lo scorso luglio. Esami tossicologici alla mano, Amy non sarebbe stata stroncata da un’overdose da un malore provocato dalla sindrome d’astinenza da alcol e droghe.
Via | Daily Mail
Si chiama “Memorial Portrait for Amy Winehouse” ed è l’ultima opera di Daniel Edwards, già autore della statua (senza veli) di Justin Bieber e Selena Gomez. L’artista americano si è deciso ad omaggiare Wino dopo le insistenze di numerosi fans su Facebook. Il risultato è il busto in bronzo che vedete in questi due scatti e che ritrae fedelmente l’aspetto della cantante scomparsa lo scorso 23 luglio (al netto di piercing e tatuaggi). Edwards ha commentato così la sua stessa opera:
L’ho immaginata nelle vesti di una principessa in una fiaba, in attesa di essere salvata dal successo e dalla dipendenza. Ma il suo principe non è mai arrivato. Sapevo che avrei scolpito il suo ritratto ma aspettavo che si lasciasse alle spalle i problemi. Grazie a lei ho prestato nuovamente attenzione alla musica contemporanea.
Non saremo critici d’arte, ma a noi questo busto piace. E a voi?
Ecco la statua in bronzo di Amy Winehouse


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È deciso: la casa di Camden dove Amy Winehouse ha trascorso le sue ultime ore in vita diventerà il quartier generale della fondazione che porterà il suo nome. C’è invece più incertezza sulle cause che la suddetta fondazione sosterrà. Mitch Winehouse ha già fatto sapere che l’ente intitolato alla figlia si occuperà dei problemi che stavano più a cuore alla cantante, con particolar riguardo per la situazione dei bambini in difficoltà.
La casa di Wino però potrebbe anche accogliere anche un centro di disintossicazione, in breve rehab, se le indiscrezioni circolate nelle ultime ore fossero vere. Con il senno di poi, visto l’abuso di sostanze proibite che ha piagato l’esistenza della cantante, non sarebbe un’idea tanto malvagia. Di certo lo spazio nell’immobile non manca: l’abitazione, situata a nord rispetto alla zona centrale della capitale inglese, ha ben 10 stanze per un valore stimato oltre i 3 milioni di euro. Che ne pensate?
Via | NY Daily News
Ieri sera a Los Angeles, i Coldplay hanno reso omaggio ad Amy Winehouse con un breve accenno ad una delle canzoni più famose della cantante scomparsa lo scorso 23 luglio. Il celebre ritornello di Rehab è servito da introduzione a Fix You, pezzo scritto da Chris Martin nel 2002 per aiutare la moglie Gwyneth Paltrow a superare la scomparsa del padre. Il pubblico ha salutato l’accenno con un applauso prima di unirsi al coro di “No, no, no!”. Pensieri del genere valgono molto di più di commossi comunicati rilasciati alla stampa.
Via | SoundsBlog.it
Risalgono al 2007 le nuovo foto di Amy Winehouse diffuse dal fotografo Terry Richardson sul proprio blog. Nonostante il sorriso della foto in primo piano, all’epoca Amy stava vivendo uno dei periodi più neri della sua tossicodipendenza. Era l’anno del matrimonio e delle conseguenti liti pubbliche con Blake Fielder-Civil, l’anno in cui perse un dente a causa dell’uso continuo di droga, l’anno dell’overdose che se la stava portando via a 23 anni. Ma un ricordo è ricordo, questo è quello di Terry Richardson.
Terry Richardson diffonde foto inedite di Amy Winehouse




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Amy Winehouse è morta, questo ormai lo sappiamo. Le cause del decesso sono però ancora da chiarire. Bisognerà attendere dalle 2 alle 4 settimane per i risultati degli esami tossicologici eseguiti sulla salma della cantante. Un lasso di tempo abbastanza lungo da consentire ai tabloid d’oltremanica di sbizzarrirsi e fare ipotesi sulle ultime ore di vita di Amy.
Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Daily Mail, anche la famiglia Winehouse si sarebbe fatta un’idea sul perché Amy se ne sia andata a soli 27 anni. Tutta colpa dell’alcol, certo, ma non nella maniera in cui uno potrebbe pensare. La cantante sarebbe morta…di sobrietà. A stroncare il già gracile corpo di Amy sarebbe stata la sua decisione di smettere di punto in bianco di assumere alcolici.
Da queste parti nessuno è medico, ma sappiamo che la sindrome d’astinenza può avere risvolti molto seri per un’alcolizzata (perché di questo stiamo scrivendo). Da qui a credere che il motivo della morte di Amy Winehouse sia stata la mancanza di vodka, lasciatecelo dire, è un passo lungo. Rimandiamo, come continueremo a fare ogniqualvolta vengano avanzate nuove ipotesi, ai risultati dei test tossicologici.
Via | Daily Mail

26 luglio 2011: il funerale di Amy Winehouse si era concluso, la famiglia e gli amici si erano raccolti per piangere ed i fans hanno deciso di ricordare la loro beniamina a modo loro. Hanno riempito le strade di Londra davanti alla casa della cantante e hanno celebrato il suo ricordo. I vicini si sono lamentati del rumore e hanno chiamato la polizia che è intervenuta per disperdere la folla.
I fans hanno lasciato fiori, candele, bigliettini davanti alla casa, ma anche bottiglie vuote di alcoolici. Un uomo è stato ritrovato accasciato sul marciapiede, probabilmente molto ubriaco.
Il padre Mitch, nel frattempo, ha spiegato che Amy voleva smettere con la sua vita sregolata:
“Parlerò del suo fantastico recupero. Da poco Amy aveva trovato l’amore con Reg. Lui l’ha aiutata con i suoi problemi e Amy sognava un futuro insieme a lui. Erano anni che non era così felice. (…) Tre anni fa, Amy aveva sconfitto la sua dipendenza dalle droghe, i dottori avevano detto che era impossibile ma lei ce l’aveva fatta. Ora stava cercando di affrontare il suo problema con l’alcol e aveva appena completato tre settimane di astinenza. Mi aveva detto: “Papà, ne ho abbastanza di bere. Non posso più sopportare quello sguardo che avete tu e gli altri in famiglia”. Non era depressa. Venerdì ed era allegra. Quella notte era nella sua stanza, suonava i bonghi e cantava. Era tardi, la sua guardia del corpo le aveva detto di fare meno rumore, e lei aveva smesso. Lui l’ha sentita camminare nella stanza per un po’ e quando al mattino è andato a vedere come stava, ha pensato che stesse dormendo. Quando è tornato qualche ora dopo, si è accorto che non respirava più e ha chiamato aiuto. (…) Buonanotte, angelo mio, dormi bene. Mamma e papà ti ameranno sempre moltissimo”.
Amy mancherà a tanta gente, questo è certo.
Fonte: VanityFair e DailyMail
La scomparsa di Amy Winehouse vi ha turbato o/e sorpreso? Di sicuro la notizia ha scosso il mondo dello spettacolo e della musica.
Giovane, appena 27enne, è morta in un qualsiasi sabato pomeriggio, nel suo appartamento di Londra. I fan sono disperati all’idea della dipartita della loro beniamina e sul web i social network sono ancora invasi da messaggi e commenti di dolore.
Se l’abitazione della diva è stata sommersa di fiori e regali, con il pellegrinaggio continuo della gente e dei genitori, c’è chi ha invece deciso di sfruttare la notizia per utilizzarla come uno slogan shock, per sensibilizzare (???) sull’uso di sostanze stupefacenti:
“Se ti droghi non ti Amy”
Ami scritto come Amy, accompagnato anche da una foto (se a qualcuno non fosse sufficientemente chiaro il senso). E’ arrivato il tempo di battute e giochi di parole prendendo ad esempio una persona morta da meno di 48 ore? No, sicuramente. Ma per qualcuno, ogni momento è adatto, a quanto pare. Passando sopra anche al rispetto.