
Ieri ero sul FrecciaRossa Roma-Milano e per passare il tempo sfogliavo la rivista LaFreccia che danno gratis ai passeggeri. Nell’articolo dedicato ai fatti del 2011, con particolare rilevanza alle Top5, venivano citate 5 morti:
- Elizabeth Taylor (23 marzo)
- Amy Winehouse (23 luglio)
- Steve Jobs (5 ottobre)
- Marco Simoncelli (23 ottobre)
- Ken Russell (27 novembre)
Non sono naturalmente in ordine di “importanza”, ma cronologico. Ma a questo vi chiedo: tra queste 5 perdite quale vi ha colpito di più?

Finirà in Sud America il vestito indossato da Amy Winehouse per la copertina del suo secondo ed ultimo disco (da viva), Back to Black. Il Museo de la Moda di Santiago, in Cile, si è infatti aggiudicato il cimelio messo all’asta dal padre della cantante morta prematuramente lo scorso luglio a Londra. Il ricavato dell’asta, circa 50mila euro, finirà nelle casse dell’ente benefico voluto da Mitch Winehouse per commemorare la figlia. Il padre di Amy ci ha tenuto a ringraziare Disaya, la stilista tailandese che ha ideato l’abito, per aver deciso di devolvere il ricavato in beneficenza.
Via | Daily Mail

Lady Gaga ha deciso di recarsi nella casa in cui viveva Amy Winehouse per (testualmente) rendere omaggio ad un eroe musicale.
Del resto, la stessa cantante aveva dichiarato pubblicamente il proprio stato di shock dopo aver scoperto della morte dell’interprete di “Back To Black”. E, a qualche mese di distanza dalla sua scomparsa, si è recata nell’abitazione della star per poi commentare così su Twitter:
“Non ero nessuno quando lei è venuta fuori. Amy ha cambiato la musica pop per sempre. Ricordo che sapevo che c’era speranza e che mi sentivo meno sola grazie a lei”
E se c’è chi sottolinea il bel gesto di Gaga, c’è già, invece, chi parla di ricerca di pubblicità proprio da parte di colei che sarebbe tra le candidate papabili ad interpretare il suo ruolo in un film.

Il Sun pubblica un’indiscrezione riferita da un anonimo amico (spione) di Pete Doherty. Secondo la talpa il cantante avrebbe riferito di una visione paranormale riguardante Amy Winehouse.
È convinto di aver visto il fantasma di Amy. Molte persone pensano che le sue visioni siano causate dalla droga. Lui però dice di essere pulito.
Gli avvistamenti (tre o quattro) sono avvenuti in una casa di Camden, vicino alla residenza nella quale lo scorso 23 luglio venne ritrovato il corpo esanime di Amy. Il tabloid inglese sostiene che Pete avrebbe levato le tende per lo spavento. Prossima fermata? Parigi.
Via | The Sun

Di questi tempi chiunque abbia mai incontrato Amy Winehouse quand’era ancora in vita può esprimere la propria stima e finire su blog e tabloid. Basta averla incrociata nella fila per il bagno di un festival o aver sbevazzato insieme per una sera. Sono molti artisti possono dire di averla “conosciuta” e amata. Nel mucchio di dichiarazioni, più o meno veritiere, ci ha colpito quella di Jesse Hughes. Il frontman degli Eagles of Death Metal ha infatti liquidato l’ambiente che circondava Wino senza troppi giri di parole.
Volevo bene ad Amy Winehouse. Mi è capitato di conoscerla durante un tour un paio di anni fa. Era un angelo e si vedeva che stava male. Era circondata da nient’altro che vipere e squali.
Con “animali” del genere come entourage/amici, non c’è da stupirsi se nessuno abbia mai tentato di frenare la spirale distruttiva di Amy.
Via | NME

La causa della morte di Amy Winehoyse, per molti poco chiara, pare abbia finalmente una risposta. La cantante aveva nel corpo 5 volte in più il limite di alcol consentito per poter guidare (per usarlo come metro di riferimento). Tale quantità di alcol, improvvisamente nel suo corpo dopo che la cantante era astemia da tre settimane, si sarebbe trasformato letteralmente in veleno per il suo corpo.
A parlarne è il coroner Suzanne Greenway:
“Lei ha consumato alcol per 416 mg a decilitro di sangue e le conseguenze fisiche di una simile dose le hanno causato una improvvisa e inaspettata morte”
Continua a leggere: Amy Winehouse aveva cinque volte il limite di alcol nel sangue
Aspettando l’uscita dell’annunciata biografia, intitolata My Daughter, Mitch Winehouse è tornato a parlare della figlia, definendo Amy Winehouse una ragazza ‘normale con un enorme talento che non sapeva gestire. Non aveva idea del suo potenziale‘. Parole, quelle di papà Mitch, che provano a ridefinire il ‘personaggio Amy’, in questi ultimi anni apparsa sempre più sui rotocalchi di gossip per eccessi di droghe ed alcool che per il proprio sfacciato talento.
Mitch, intervistato dalla BBC, ha poi proseguito a parlare della figlia, snocciolando aneddoti privati che riguardavano proprio loro due:
«Mi chiamava tutto il tempo. Mi ha telefonato il giovedì prima della sua morte e mi ha detto: “Papà, papà ho trovato una scatola piena di foto. Devi vederle!». «La cosa meravigliosa è che in quella scatola c’erano circa 150 fotografie ma solo una di Amy. Lei adorava la sua famiglia». «Era una persona onesta. Mi diceva: “Ti dirò sempre la verità papà. Quindi se non vuoi sapere, non chiedere»
E Mitch probabilmente non chiese nulla per troppo tempo, tanto da arrivare a quel tragico 23 luglio, giorno della morte della cantante. Il padre della Winehouse torna anche a parlare delle possibili causi del decesso, continuando a ribadire che secondo gli esami tossicologici non c’erano sostanze stupefacenti nel corpo di Amy:
«È stata ricoverata ma i danni erano stati fatti. Ho una mia idea. Il 26 ottobre il coroner trarrà le sue conclusioni. Quindi vedremo» «La morte non è dipesa comunque dalle droghe».
E da cosa? Al prossimo 26 ottobre la tanto attesa risposta.
Fonte: CTV

Se i problemi della fondazione Winehouse continuano, Mitch Winehouse ha annunciato che nel 2012 rilascerà un libro di memorie sull’amata e scomparsa figlia, Amy Winehouse. A rilanciare la notizia l’agenzia EFE, per un libro i cui proventi saranno devoluti proprio a quella fondazione che ancora oggi continua a far rumore.
“Voglio raccogliere tutto il denaro possibile per la fondazione. In modo che tutti i profitti derivanti dal libro possano aiutare i tanti giovani che hanno problemi di droga e dipendenza”
Con queste parole Mitch ha commentato la notizia, per una Fondazione Winehouse inaugurata il 14 settembre scorso, giorno del 28° compleanno di Amy, morta a fine luglio. Il libro, che si intitolerà ‘My Daughter’ , aiuterà Mitch Winehouse a superare il dolore della perdita, raccontando la ‘vera vita di Amy’. A pubblicarlo la casa editrice HarperCollins.
Fonte: Independent

All’epoca aveva grossi problemi. Sapeva che non sarebbe vissuta a lunga. E non a causa della droga. [Il problema] era l’alcol.
Tony Bennett ha speso queste parole per Amy Winehouse. Il fato ha voluto che, dopo una lunghissima carriera nel mondo della musica leggera, il leggendario crooner italo-americano tornasse in prima pagina per la sua collaborazione con Wino, l’ultima registrazione (finora) di quest’ultima prima di scomparire lo scorso luglio. Le parole di Tony confermano la tesi di Mitch Winehouse, il padre di Amy: non è stata un’overdose a stroncarla, ma sintomi connessi alla sindrome d’astinenza da alcol.
Via | NME

Oggi è il 14 settembre ed il 14 settembre del 1983 nasceva a Londra la cantante Amy Jade Winehouse. Recentemente l’amica Lily Allen ha raccontato:
“Capivo perfettamente perché non se la sentiva di uscire di casa. Capitava anche a me di impazzire alla vista di 40 paparazzi isterici davanti a casa, perciò capivo perfettamente perché per Amy fosse più semplice stare chiusi dentro e farsi di eroina. (…) Era molto diversa da come le persone la dipingevano. Sì, ogni tanto perdeva la testa perché faceva uso di droghe, ma era anche una ragazza molto intelligente, spiritosa, divertente. La gente però non vedeva questo lato del suo carattere”.
E mentre Marco Mengoni ha dichiarato la sua paura di finire come Amy; noi vogliamo coinvolgervi in un tipo di post un po’ diverso dai solito.
Provate ad immaginarvi quando sarete vecchi: state ascoltando, che so?, Back to Black nel salotto di casa e si avvicina il vostro nipote adolescente. Come gli descrivereste Amy Winehouse? Cosa gli raccontereste della cantante? E non andiamo troppo avanti nel tempo: se siete giovani potete anche pensare ai vostri figli, non necessariamente ai nipoti. Insomma, quale ricordo di Amy porterete con voi nel futuro?
Per un ricordo musicale ed artistico vi rimandiamo invece al lungo post commemorativo di Soundsblog.