
Si teme per la vita di Conrad Murray. A due giorni dalla sentenza di condanna emessa dalla giuria che si occupava del suo caso, l’ex medico personale di Michael Jackson è tenuto sotto osservazione speciale per evitare gesti inconsulti. L’indiscrezione è finita sulle pagine del Los Angeles Times attraverso una fonte anonima della polizia. Murray, condannato per omicidio colposo in relazione alla morte del Re del Pop, scoprirà a quanto (o a cosa) ammonta la propria condanna soltanto il 29 novembre. Fino ad allora sarà detenuto nella prigione della contea di Los Angeles. La pena massima per il reato del quale è accusato sono 4 anni.
Via | NME

La giuria si è riunita per 10 ore in camera di consiglio ma alla fine il verdetto è arrivato. Ieri pomeriggio Conrad Murray è stato dichiarato colpevole di omicidio colposo in merito alla morte di Michael Jackson. L’accusa è riuscita a convincere i giurati dell’irresponsabilità dell’imputato nel gestire il celebre paziente. A stroncare il Re del Pop è stata infatti l’overdose di un potente anestetico, il profonol, prescritto a cuor leggero dal dottor Murray.
Adesso bisognerà aspettare fino al 29 novembre per conoscere le sorti dell’imputato, ma l’ex medico personale di Michael Jackson rischia fino a 4 anni di carcere. Il verdetto, com’era lecito immaginarsi, è stato accolto favorevolmente dai fans e famigliari del cantante presenti ieri in aula.
Via | People

Il processo per la morte (omicidio colposo?) di Michael Jackson è ripreso ieri, 11 ottobre, e la giuria ha visto le foto dell’autopsia del cantante.
Il patologo che ha eseguito l’autopsia su Jackson, Christopher Rogers, ha detto alla giuria che il cantante era sano, non aveva malattie cardiache o anomalie. Rogers ha sottolineato il fatto che, sulla base delle sue scoperte,
“Conrad Murray aveva il controllo [del dosaggio] del Propofol e potrebbe avergli accidentalmente dato troppo medicinale”.
Il dottor Murray si è dichiarato non colpevole di omicidio colposo. Egli affronta il processo che può costargli quattro anni di carcere e la perdita della sua licenza medica.
Il momento comunque più choccante del processo è stato la vista della foto di Jackson nudo su una barella in ospedale (è stata pubblicata da Tmz), foto scattata poco tempo dopo la morte.

Una notizia che fa tremare il mondo del gossip, terrorizzato dall’idea che l’evitabile possa purtroppo trasformarsi in inevitabile. Il giudice per le indagini preliminari nel processo contro il medico Conrad Murray, che avrà inizio il prossimo 9 maggio, ha infatti autorizzato l’accusa ad esibire fra le prove alcune foto dell’autopsia di Michael Jackson. Non sono quindi servite a nulla le ’suppliche’ del medico.
Scatti che ci mostrano Jacko nudo, con alcune parti del corpo criptate per pura decenza, steso sulla fredda barella dell’obitorio. Immagini che lo stesso giudice Michael Pastor ha etichettato come ‘non raccapriccianti o macabre‘, e richiesti espressamente dall’accusa per ‘incastrare’ Murray, accusato dell’omicidio colposo della popstar.
Foto, e questo è la parte più angosciante della notizia, che tutti si augurano non riescano ad uscire dall’aula, in nessun modo, per finire così in pasto ai tabloid e alla internet. Ma il gossip ci ha ormai abituato a tutto, tanto da farci tremare alla semplice idea.
Fonte: HollyowoogGossip

Comincerà il 9 maggio il processo al dottor Conrad Murray, il medico accusato di omicidio preterintenzionale in relazione alla morte di Michael Jackson. L’accusa sostiene che Murray abbia abbandonato Jackson dopo avergli somministrato un potente sedativo con lo scopo di facilitarne il sonno. Com’è tristemente noto la dose si rivelò poi fatale e decretò la fine dell’avventura terrena del Re del Pop. Era il 25 giugno 2009. Poco più di un anno fa Murray si è dichiarato innocente ed è stato scarcerato dietro il pagamento di una cauzione di 75mila dollari.
Nel frattempo la difesa non è rimasta a guardare ed ha sempre continuato a portare avanti la tesi del suicidio: Jackson avrebbe assunto una dose extra di sedativo mentre l’imputato si trovava in un’altra stanza, un gesto che gli avvocati di Murray definiscono “disperato” e con molta probabilità scatenato dagli enormi problemi finanziari che affliggevano il cantante.
Adesso i legali del medico stanno cercando di scongiurare in tutti i modi che vengano mostrate alla giuria le foto del corpo senza vita di Michael Jackson in quanto “metterebbero a rischio il diritto del Dr. Murray di aver un giusto processo”.
Queste foto sono crude, raccapriccianti e altamente pregiudizievoli. [Si rischia che] la giuria basi la propria decisione non sulle prove presentate ma sull’emotività.
Manca poco meno di un messe alla data della prima udienza si avvicina. Solo allora scopriremo se la richiesta della difesa verrà accettata.
Via | Yahoo News

Non c’è pace per Michael Jackson e forse non ci sarà mai. Le ultime notizie arrivano direttamente dalla voce del vice procuratore distrettuale di Los Angeles, David Walgren, secondo il quale gli avvocati difensori del medico Conrad Murray, accusato di omicidio involontario, sosterranno durante il processo a carico del loro assistito, che il Re del Pop non fu ucciso, ma si suicidò.
La difesa ha chiesto ed ottenuto dal giudice di poter effettuare alcuni rilievi su due siringhe e una sonda intravenosa rinvenute nella camera dove è stato trovato morto Jacko, che a quanto pare sarebbe state utilizzate per somministrare al cantante il Propofol, il farmaco che causò la sua morte un anno e mezzo fa. Secondo gli avvocati di Murray, il cantante in un momento di solitudine e depressione si auto somministrò una dose eccessiva di questo anestetico per farla finita, mentre sostengono che il medico non gli somministrò più di 25 milligrammi.
La prima udienza è fissata il prossimo 4 gennaio: da una parte c’è un’accusa di omicidio involontario, da un’altra una difesa che punta al suicidio, da un’altra ancora una parte della famiglia Jackson fermamente convinta che si sia trattato di un omicidio intenzionale. Dove sta la verità? Probabilmente ci vorrà ancora molto per vederla venire a galla…
Via|Soundsblog

Una difesa traballante. Michael Jackson morì per una dose eccessiva di un anestetico che lui stesso si sarebbe iniettato. A sostenere questa tesi è il medico Conrad Murray, accusato di omicidio colposo e pronto a dare battaglia in tribunale. Voci vicine ai legali del medico sostengono che Murray al processo farà sua proprio questa tesi. Una versione, citata dal sito TMZ, secondo cui lo stesso Jacko si iniettò per endovena la dose fatale di anestetico, mentre Murray era uscito per pochi minuti dalla stanza. Ci saranno prove a sostenere questa difesa? E secondo voi, è credibile? Aspettiamo fiduciosi…
Fonte: Tmz
MattinoCinque: Federica Panicucci ha ospitato in studio il rabbino Shmuley Boteach, confidente e amico intimo di Michael Jackson, autore del libro “Il libro che Michael Jackson avrebbe voluto farti leggere” e che raccoglie le confidenze della pop star (ne avevamo parlato qui e qui). Ecco qualche dichiarazione di Boteach:
“Io sono un amico di Michael, non un suo fan. Abbiamo fatto questo libro per far conoscere cosa c’era nel cuore di Michael Jackson. La tragedia della vita di Michael è che lui aveva una fama mondiale, ma, al tempo stesso, ci sono delle cose che non si sanno, delle cose che a lui non piacevano; la sua celebrità è diventata una prigione per lui. Gli dicevo sempre che se avesse avuto la possibilità di parlare con la tua voce, tutti i fan avrebbero capito la sofferenza che ha provato da bambino.”
“Da piccolo suo padre gli ripeteva che era brutto: Michael voleva avere un rapporto affettuoso con suo padre e mi diceva che tutto quello che aveva fatto nella sua carriera lo aveva fatto per essere amato e per sentirsi amato. Ha sempre avuto un rapporto difficile con il padre, che voleva farsi chiamare per nome, Joseph, e non papà, e che considerava suo figlio una macchina da soldi e lo puniva duramente quando Michael non faceva quello che lui gli chiedeva. Sino dall’età di 5 anni, Michael si sentiva un po’ una scimmietta che doveva fare spettacolo. Non è mai stato abbracciato e non ha mai sentito questo amore, e voleva che i bambini fossero amati dai genitori e che fossero al primo posto”.
I paparazzi hanno incontrato La Toya Jackson fuori da un ristorante e naturalmente il discorso è finito su Conrad Murray e su Michael Jackson. La Toya ha risposto stizzita: “Hanno ucciso mio fratello… Non è solo il dottor Murray, vi prometto che … ”
Quindi secondo La Toya il dottore non è l’unico coinvolto, pensate anche voi così?
Nel frattempo Murray aspetta il prossimo 5 aprile per la nuova udienza (si è dichiarato non colpevole) ed è uscito dal carcere pagando una cauzione di 75.000 dollari.
Il dolore per la morte di Michael Jackson non si placa tra i suoi fans, moltissimi sono giunti davanti al tribunale di Los Angeles per mostrare il loro sostegno e per dichiarare a gran voce giustizia contro il medico Conrad Murray, accusato di omicidio colposo per il quale rischia quattro anni di carcere. Che ne pensate voi? Troppo? Troppo poco? Finirà in galera o no?