
È arrivata una farfalla nera quando ho cominciato con l’elogio funebre. Avevo la testa giù perché stavo leggendo. Sentivo le persone che mormoravano e ho subito pensato che i paparazzi erano riusciti ad entrare. La farfalla si è posata sulla spalla di Kelly Osbourne, poi è volata attorno a me. Hai mai sentito qualcosa del genere nella tua vita? È incredibile.
Sono parole di Mitch, l’inconsolabile padre di Amy Winehouse. Accompagnato dall’ex moglie e madre della cantante, Janis, papà Winehouse ha partecipato alla trasmissione condotta dal giornalista Anderson Cooper. Nel corso dell’intervista, intervallata da alcune lacrime, Mitch ha portato avanti la tesi della famiglia della cantante prematuramente scomparsa lo scorso luglio. Esami tossicologici alla mano, Amy non sarebbe stata stroncata da un’overdose da un malore provocato dalla sindrome d’astinenza da alcol e droghe.
Via | Daily Mail
Si chiama “Memorial Portrait for Amy Winehouse” ed è l’ultima opera di Daniel Edwards, già autore della statua (senza veli) di Justin Bieber e Selena Gomez. L’artista americano si è deciso ad omaggiare Wino dopo le insistenze di numerosi fans su Facebook. Il risultato è il busto in bronzo che vedete in questi due scatti e che ritrae fedelmente l’aspetto della cantante scomparsa lo scorso 23 luglio (al netto di piercing e tatuaggi). Edwards ha commentato così la sua stessa opera:
L’ho immaginata nelle vesti di una principessa in una fiaba, in attesa di essere salvata dal successo e dalla dipendenza. Ma il suo principe non è mai arrivato. Sapevo che avrei scolpito il suo ritratto ma aspettavo che si lasciasse alle spalle i problemi. Grazie a lei ho prestato nuovamente attenzione alla musica contemporanea.
Non saremo critici d’arte, ma a noi questo busto piace. E a voi?
Ecco la statua in bronzo di Amy Winehouse


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Si iniziano a fare i conti del patrimonio lasciato da Amy Winehouse dopo la sua morte (con molta gente interessata a prenderne in possesso una buona fetta, vero Blake?). Le due aziende possedute dalla cantante, Cherry Westfield e CW Touring, nel corso degli ani hanno perso notevolmente quota. Se la prima ha perso ’solo’ 20 mila sterline, la CW Touring è passata da 142.012 a sole 8032 sterline. In totale, avrebbe posseduto qualcosa come 2.290.000 euro.
E poi c’erano la droga e alcol, che, secondo il Daily Mail, avrebbero avuto un fortissimo peso nell’economia della Winehouse, che era arrivata a bruciare migliaia e migliaia di sterline, come racconta una fonte vicina al Daily Star:
“Sebbene avesse speso migliaia di sterline in drink e droghe, era ancora una giovane ricca. Se avesse vinto i suoi problemi con il bere, quasi sicuramente avrebbe potuto condurre una vita agiata e senza preoccupazioni. E’ triste che, avendo chiuso con la droga, non abbia mai avuto l’occasione di godersi i soldi per i quali aveva lavorato tanto”
Via | DailyMail

Mentre buona parte delle persone già aveva sentenziato l’overdose come causa della morte di Amy Winehouse, ecco la notizia inaspettata e sorprendente: l’autopsia ha rivelato che nel corpo della cantante non sono state trovate tracce di droga e alcol tali da essere ritenute cause responsabili della sua scomparsa lo scorso 23 luglio 2011.
C’era presenza di queste sostanze, ma in piccole quantità e non tali da provocarne la morte. Eppure, a distanza di poche ore dalla notizia shock del corpo della cantante ritrovato privo di vita nel suo appartamento, i tabloid hanno subito parlato di dosi di eroina e cocaina fatali. Un pusher aveva rilasciato interviste in cui spiegava di aver aiutare la cantante a trovare la droga il giorno prima di quella maledetta data. E adesso? Tutto da rimettere in discussione? Forse il corpo era talmente provato dai tempi precedenti da aver improvvisamente ‘ceduto’?
Di sicuro sarà ancora più elevata l’attenzione della stampa internazionale su questo caso. E, non a caso, gli avvoltoi aumentano: è nata anche una serie di gadget (cappellini, tazze, felpe) non autorizzate su Amy, sul sito Cafèpress. Il padre ha già annunciato di voler risolvere questa spiacevole situazione al più presto.
Via | Repubblica

Dopo la morte di Amy Winehouse, il padre Mitch aveva deciso di realizzare una fondazione a nome della cantante per aiutare i giovani con dipendenza da alcool e droghe. Il nobile gesto si è però bloccato perché un uomo avrebbe comprato la registrazione del nome del centro.
Martin McCann, questo il nome dell’uomo, ha spiegato le sue motivazioni, insistendo che l’acquisto è stato puramente commerciale e che non prova nessun sentimento di vergogna:
“Non sto sfruttando nulla. Ho appena comprato alcuni domini. Chiunque avrebbe potuto farlo. Ci vuole solo un click del mouse. Non mi vergogno e non mi imbarazzo. E’ solo business”.
Tributi, beneficenze, affari, soldi che girano… chissà cosa ne pensa Amy. Qui sopra la cantante fotografata da Bryan Adams.
Fonte: TorontoSun

Forse ve lo ricorderete: Amy Winehouse aveva collaborato con la griffe di Fred Perry per una linea di abbigliamento disegnata da lei. Perry ha annunciato che i vestiti saranno realizzati come previsto, naturalmente con la benedizione della famiglia della cantante. Mitch Winehouse, il padre di Amy, ha spiegato:
“Quando Fred Perry è venuto da noi per chiedere quello che avremmo voluto fare con la nuova collezione è stato naturale dire di si. Ad Amy sarebbe piaciuto e avrebbe voluto vedere i suoi abiti a disposizione per la gente”.
Per vedere i modelli disegnati dalla cantante vi rimando al sito ufficiale di Perry-sezione Winehouse. Il ricavato dalle collezioni andrà in beneficenza per la fondazione Amy Winehouse.

Non è una novità l’intenzione, da parte di Blake Fielder-Civil, di rendere nota la sua relazione con Amy Winehouse in un libro verità. La possibilità di guadagnare molti soldi facilmente è qualcosa che fa gola all’ex marito della cantante. E così, ecco qualche dettaglio in anteprima da parte di una fonte che ha parlato con la rivista Ok Magazine:
“Lui sta pensando cinicamente quanto potrebbe guadagnare dalla morte di Amy. Ha un diario della sua vita letto e scritto anche dal lei e adesso sta aggiungendo anche dettagli sulla loro ultima telefonata nei giorni precedenti alla sua morte. E’ stato sempre determinato ad ottenere un profito dalla sua relazione con Amy ed è per questo che l’ha sposata. Adesso che è morta non ha più nulla da perdere nel pubblicarlo”
Per fortuna Amy non può più vedere e leggere queste intenzioni davvero misere…
Via | Ok Magazine

Sciacalli. Questo è il nome più appropriato per chi ha compiuto un’azione tanto vile.
Dalla casa di Amy Winehouse, scomparsa da meno di un mese, sono stari rubati effetti personali, tra cui canzoni inedite, libri di poesia e lettere.
Il padre della cantante è indignato e furioso per l’accaduto e ha dichiarato di essere intenzionato, con tutte le sue forze, a trovare il colpevole. Del resto, i sospetti si ‘limitano’ ad una ventina di persone sole, tra poliziotti, amici e guardie del corpo che hanno avuto il permesso di entrare nell’abitazione per compiere, indisturbati, il furto.
Senza rispetto nemmeno per la sua memoria.
Via | Ansa

Amy Winehouse è diventata la testimonial postuma di un prodotto illegale: la cocaina. Nel corso di una operazione anti-droga, la polizia di Rio de Janeiro ha rinvenuto delle bustine contenenti la sostanza stupefacente che riportavano la foto della cantante ed il nome Amy House.
La giacchetta metaforica di Wino continua così ad essere tirata da una parte all’altra, da chi condanna l’uso di droga a chi, come in questo caso, cerca di sfruttare l’immagine tossica della cantante per i propri commerci. Un altro volto celebre ad aver subito lo stesso trattamento è stato Osama Bin Laden, anche lui finito involontariamente sulle bustine di polvere bianca. Che fantasia, questi spacciatori.
Via | Repubblica/Telegraph
Se noi ci siamo scandalizzati per lo slogan di Forza Nuova “Se ti droghi non ti Amy”, anche in Svizzera hanno pensato che potesse essere convincente una campagna. simile. Ovviamente le polemiche sono esplose: una foto della Winehouse è stata utilizzata con la scritta “No alla depenalizzazione delle droghe”.
L’idea è nata dal gruppo Gioventu’ della SVP (Partito Popolare Svizzero) noto anche come UDC in Unterwallis. Ma il presidente Grégory Logean non ci sta alle polemiche e ribadisce la sua idea:
“La morte di Amy Winehouse ha messo di fronte ai nostri occhi una triste realta’ che altri partiti spesso dimenticano: i dannosi effetti dell’uso di droga. Non sono i nostri metodi ad essere scioccanti, ma è la realtà stessa. Abbiamo mostrato una foto che tutto il mondo già’ conosceva. Winehouse era nota non solo per le sue canzoni, ma anche per gli eccessi con la droga. La riprovazione dei fan della cantante non andrebbe indirizzata verso il mio partito, ma piuttosto verso uno stile di vita sbagliato e che porta a conseguenze che troppo spesso tendiamo a sottovalutare”
Il cattivo gusto non ha limite?
Via | TorontoSun