Catherine Zeta-Jones: "Non voglio diventare la testimonial contro il disturbo bipolare"

L'attrice britannica Catherine Zeta-Jones ha ammesso in un'intervista concessa nel 2011 di soffrire di disturbo bipolare, un grave disturbo della psiche che provoca repentini cambi di umore. La star, moglie di Michael Douglas, nonostante abbia avuto il coraggio di parlare di un argomento comunque non facile per chi ne soffre, ha affermato recentemente che non vuole diventare la testimonial, o "poster child" come ha letteralmente dichiarato, nella lotta contro la psicosi maniaco-depressiva.

L'attrice 43enne, ospite della trasmissione Good Morning America lo scorso 7 dicembre, rispondendo ad una domanda proprio riguardante la sua malattia mentale, ha risposto un po' piccata. Queste sono le dichiarazioni riportate da Us Magazine:

Vuole sapere una cosa? Sono stufa di parlarne perché non ho nessuna voglia di diventare la testimonial contro il disturbo bipolare.

La Zeta-Jones sembra quasi pentita di aver ammesso il suo disturbo:

Non ho mai voluto che questa cosa uscisse pubblicamente. E' uscito fuori e l'ho affrontato nel miglior modo possibile.

L'attrice di film di grande successo come La maschera di Zorro, Traffic, Chicago e The Terminal, ha inoltre aggiunto:

Ognuno ha i suoi problemi in corso e li affrontiamo come meglio possiamo. Non possiamo salire su un tetto e urlare: "Io ho questo problema, guardatemi. Sono una vittima". Tutti noi abbiamo dei problemi nel corso della vita.

Nonostante queste affermazioni un po' risentite, l'attrice, però, ha anche rivelato che sta gestendo questo disturbo grazie anche all'aiuto della sua famiglia e ai suoi amici.

Il problema del disturbo bipolare, Catherine l'ammise nel 2011 in un'intervista rilasciate a Indipendent. Ecco alcune dichiarazioni importanti a riguardo:

Io non sono il tipo di persona che ama gridare i propri problemi ai quattro venti ma ammettendo pubblicamente di essere bipolare, spero che chi ne soffre sappia che il disturbo è completamente controllabile. Spero di poter rimuovere il marchio che questo disturbo lascia alle persone e spero che chi non abbia il disturbo sotto controllo cercherà aiuto rivolgendosi a tutto ciò che è disponibile.

Foto | © Getty Images

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