Raz Degan: "Paola Barale sarà sempre con me, fino alla tomba. I reality? Li ho fatti per soldi"

Ballando con le stelle gli ha permesso di realizzare il suo documentario.

Tre anni in Amazzonia, una storia di depressione, un documentario prodotto da Leonardo DiCaprio: tutto possibile grazie alla partecipazione a Ballando con le Stelle 2010 (che abbandonò in finale per danni alla schiena) e L'Isola dei Famosi 2017 (che vinse), che gli hanno permesso di mettere da parte i fondi necessari per realizzare i progetto audiovisivi che hanno segnato i suoi ultimi anni.

Ospite di Mara Venier a Domenica In, l'artista israeliano (un po' modello, un po' attore, un po' film-maker) si racconta al pubblico per la prima volta senza molti filtri, accalorandosi se necessario, aprendosi alle emozioni, smettendo quella maschera da sfrontato con la quale si è fatto conoscere al pubblico tv, quella dei "fatti suoi" difficile da far dimenticare ai telespettatori, e presentando anche al pubblico della Rai il reportage in tre parti realizzato per Sky con Luca Argentero, Piero Pelù e Asia Argento per raccontare popolazioni indigene, mondi diversi, storie lontane.

"Rivederli mi ricorda quanto sia soddisfatto di quello che ho fatto. Wow!" si entusiasma Degan, prima di ricevere un videomessaggio pieno in affetto e riconoscenza da Luca Argentero. E Raz si rilassa così tanto da iniziare a parlare inglese.

Ovviamente non si scappa al momento "C'è Posta per te", come lo definisce lui. Non può scappare dal momento Paola Barale.

"Lei mi ha dato le radici qui in Italia: ho un trullo a Cisternino ed è la mia unica vera casa. Lei sarà sempre una grande parte della mia vita. Lei sarà sempre con me, fino alla tomba"

dice Degan, che si dice riconoscente a tutte le donne della sua vita:

"Quattro storie importanti hanno coperto 28 anni della mia vita: è sempre stato importante per me avere un punto di riferimento, altrimenti la mia vita era confusa... Avere un rapporto non vuol dire avere una proprietà: è qualcosa che deve crescere, che va coltivato. Le donne della mia vita hanno fatto di me quello che sono oggi. Senza di loro non sarei l'uomo che sono".

Un figlio? Non si sa. Forse tra 20 anni ("Ma a 70 anni poi ce la fai?", insinua Mara...), forse stasera. Mai dire mai. Intanto si gode i nipoti quando può e si sente un forte legame per la famiglia, magari lontana, ma sempre dentro di lui.

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