Amadeus e la foto irriconoscibile sulla patente. Su Cecchetto: "Gli dissi che doppiavo le telenovele"

A I miei vinili, Amadeus mostra la foto della patente che non cambia dal 1981. Poi i racconti su Claudio Cecchetto: "Gli dissi che vivevo a Milano e che doppiavo le telenovele, ma non era vero"

La stessa foto sulla patente dal 1981. Amadeus sceglie la tradizione e sul documento di guida mostra ancora l’immagine di quando non aveva nemmeno vent’anni.

La curiosità è stata svelata dallo stesso conduttore a I miei vinili, dove ha spiegato che quel volto, quasi irriconoscibile, è pure un’occasione per alleggerire il clima quando viene fermato dagli agenti delle forze dell’ordine.

Amadeus ha inoltre ricordato i primi passi nel mondo dello spettacolo, mossi grazie a Claudio Cecchetto.

“Il mio sogno era andare a Milano. Non sapevo come incontrarlo, allora partii da Vittorio Salvetti, che aspettai sei ore in un hotel. Lui mi accompagnò all’Arena di Verona dove si stavano svolgendo le prove della finale del Festivalbar e conobbi Claudio”.

Gli inizi furono difficili, perché Amadeus viveva ancora a Verona. Aspetto che non svelò immediatamente:

“Cecchetto voleva gente che stesse a Milano. Io dissi che vivevo a Milano e che facevo il doppiatore di telenovele. Non era vero niente. Mi prese, cominciavo alle 9 di mattina. Partivo da Verona, prendevo un locale Verona-Brescia, poi un espresso Brescia-Milano. Arrivavo distrutto. Dopo un mese gli rivelai la verità”.

A quel punto, Cecchetto gli trovò un appartamento. Non uno qualunque, ma quello in cui aveva abitato fino a poco tempo prima Tracy Spencer: "Mi immaginavo chissà cosa, invece era un buco, col telefono fisso che squillava ventiquattr’ore su ventiquattro perché cercavano lei”.

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