Simona Ventura parla dell'aggressione al figlio: "Un miracolo averlo ancora qui con noi"

Ospite a 'Porta a Porta' da Bruno Vespa, Simona Ventura parla anche dell'aggressione al figlio maggiore, Niccolò: "Sono morta e resuscitata in 10 secondi"

Ne parla in modo commosso nonostante siano passati mesi dal fattaccio, Simona Ventura, ospite ieri sera a Porta a Porta su Rai 1 per parlare dell'imminente conduzione di The Voice ma anche della sua carriera oltre che della sua famiglia e dei figli. E proprio sul figlio Niccolò, il più grande dei due, si apre il capitolo 'aggressioni'. Sì, perché il primo luglio Niccolò Bettarini viene accoltellato a poco meno di 300 metri dalla discoteca "The Old Fashion" di Milano, e finisce all'ospedale in fin di vita.

I suoi aggressori, quattro ragazzi poco più grandi di lui, sono già stati condannati per tentato omicidio, con pene dai 5 ai 9 anni, ma alla famiglia Bettarini come a super Simo rimane ancora lo spavento.

"Credo che in questo momento si stia peccando di vigliaccheria, e non lo dico solo per quanto riguarda l'aggressione subita da mio figlio, ma proprio in generale. Per carità, le scazzottate accadevano anche ai nostri tempi, ma sempre 1 contro 1, o 2 contro 2. Adesso si vedono orde di ragazzini contro uno solo, 10 contro 1, botte a non finire. Non so, è un mondo che spaventa" spiega una Simona Ventura con le lacrime agli occhi a Bruno Vespa. "Lui ha difeso un amico, valore che abbiamo insegnato sia io che Stefano a mio figlio. Loro l'hanno riconosciuto e gli hanno detto: 'Ah sei il figlio di Bettarini? Allora noi ti ammazziamo'". 

La telefonata dal cellulare del figlio arriva alle 5:30 del mattino: "Io ero in Calabria per lavoro, ho risposto anche un po' stizzita a quella telefonata. Dall'altra parte ho sentito piangere un'amica di Niccolò, che mi ha detto: 'Tuo figlio è stato accoltellato'. In quel momento sono morta e resuscitata nell'arco di 10 secondi. Ero disperata, ho cercato di anticipare il rientro ma non avevo coincidenze. Sta di fatto che sono arrivata da mio figlio molto dopo, e nel frattempo io non sapevo più dove sbattere la testa" spiega la Ventura, che aggiunge:

"L'incubo più grande di ogni mamma è ricevere una telefonata come quella che ho ricevuto io. Credo che la mia famiglia sia veramente stata miracolata, perché questa storia poteva concludersi in modo molto più tragico. [...] Abbiamo sempre vissuto bene, dando valore alle piccole cose. Ma da quando hanno accoltellato mio figlio, viviamo ancor meglio, valorizzando ogni secondo di ogni istante"

Niccolò

nel frattempo aveva chiamato mamma Simona  per rassicurarla: "Mi aveva detto di star bene. Io credo che una mamma in cuor suo senta quando le sta per morire un figlio, perché un pezzo del suo cuore muore con lui. Io sentivo che mio figlio non sarebbe morto, mi sono fatta forza. [...] Quando sono arrivato in ospedale però mi sono sentita male, mio figlio era irriconoscibile per tutte le botte che aveva preso, non sembrava più lui".

Per fortuna giustizia è stata fatta, e tutto è bene quel che finisce bene: "Tutto questo puro odio è scaturito dal fatto che lui si sia messo in mezzo ad una lite, della quale sapeva poco, per difendere un amico. Siamo fieri che lo abbia fatto. Questo è uno dei valori che gli abbiamo insegnato. Lo rifarebbe ancora oggi".

  • shares
  • +1
  • Mail