Fausto Brizzi a Verissimo: "E' stato un anno complicato. La gente vuole vedere la sfortuna degli altri"

Il regista Fausto Brizzi è stato intervistato da Silvia Toffanin.

Dopo l'archiviazione, chiesta dalla Procura e accolta dal GIP, riguardante il caso molestie scatenato da una serie di servizi andati in onda durante il programma di Italia 1, Le Iene Show, il regista Fausto Brizzi, per la prima volta, ha concesso un'intervista in televisione, scegliendo il programma Verissimo condotto da Silvia Toffanin.

Brizzi, insieme a Paolo Ruffini, Caterina Guzzanti, Dino Abbrescia e Violante Placido, ha presentato il film Modalità Aereo, distribuito nelle sale cinematografiche in questi giorni.

Il regista romano ha esordito, dichiarando che questo film ha avuto un valore terapeutico al fine di buttarsi definitivamente alle spalle il periodo complicato che ha dovuto affrontare:

E' stato un anno complicato, in cui il mio obiettivo era trovare l’umore giusto per scrivere un film divertente e Modalità Aereo lo era. Quando Paolo Ruffini me l’ha portato ho capito che era terapeutico: era la risposta pop a tutto quello che mi stava succedendo. E il lavoro è stato una cura.

Durante quest'ultimo anno, a causa del precitato caso, Fausto Brizzi ha perso molti amici. Al contempo, il regista ha ricevuto l'aiuto di tantissime persone che, per il timore di qualche suo possibile gesto inconsulto, sono arrivate addirittura a regalargli un mazzo di chiavi della loro casa da utilizzare in caso di emergenza:

La vera terapia di quest’anno è stata circondarmi di persone che mi volessero bene. Questa cosa mi ha permesso di passare da 2000 a 100 numeri sulla rubrica del cellulare. Improvvisamente, capisci chi sono le persone superflue e quelle fondamentali. È stato un periodo un po’ rocambolesco in cui sfuggivo ai giornalisti e in cui molte persone, che pensavo semplici conoscenti, invece, mi hanno dato le chiavi della loro casa in caso di emergenza. Giravo con le chiavi di una quindicina di abitazioni sparse in tutta Italia anche perché i miei amici mi volevano vedere in casa.

Secondo Brizzi, il malessere della maggior parte degli italiani è quello di provare piacere soprattutto nell'assistere alla sfortuna degli altri:

Questo è un malessere diffuso nel nostro paese per cui sembra che la gente non voglia vincere qualcosa o avere una fortuna, ma vedere una sfortuna degli altri. Basta leggere i giornali per vedere che sono solo le notizie tragiche che ci interessano: quelle buone sono relegate in un trafiletto. Se una persona viene accusata di una cosa gli viene data una certa rilevanza, se poi la persona viene assolta gliene viene data un’altra.

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