Paola Perego: "Ingaggiai due guardie del corpo affinché seguissero mio figlio"

La conduttrice monzese, stasera su Rai1 con Superbrain, si confessa da Eleonora Daniele.

Paola Perego, che torna stasera in prima serata su Rai1 con la quarta edizione di Superbrain, si è confessata ai microfoni di Storie Italiane, intervistata da Eleonora Daniele. La conduttrice monzese ha parlato a cuore aperto della maternità della figlia Giulia, che l'ha resa per la prima volta nonna, del rapporto con alcuni illustri colleghi e delle sue prime esperienze lavorative nella tv pubblica.

Interpellata dopo che la padrona di casa ha ricordato le parole di due giovani ex-tossicodipendenti, intervenuti in trasmissione qualche giorno fa, Paola Perego ha dichiarato di essere stata una mamma molto attenta e scrupolosa: fortunata già in partenza con i figli, aperti di carattere, non ha però mai abbassato la guardia con le persone che ruotavano intorno a Giulia e Riccardo, dei quali ha sempre conosciuto tutti gli amici, ospitandoli di frequente a casa a dormire. La conduttrice ha perfino rivelato di essere ricorsa a metodi estremi per monitorare il figlio più piccolo:

Una volta ho preso due guardie del corpo, quelle che lavorano per le agenzie televisive, e l'ho mandato a seguire perché volevo capire cosa faceva in discoteca. Non gliel'ho mai detto, ma a quest'ora dorme e non ci sente: lavora in discoteca di notte.

Archiviato il rapporto con i figli, la Perego ha raccontato l'esperienza che ha vissuto con Pippo Baudo a Sanremo 1993, a cui partecipò come inviata tra le giurie demoscopiche:

Furono cinque giorni di inferno! Prima funzionava così: un giorno la giuria era a Verona, l'altro in Sicilia... Avevo appena partorito, però ero in forma! Con Pippo Baudo avevo già lavorato a Mille lire al mese e ricordo che mi fece un cazziatone perché non conoscevo la canzone "Vipera", che dovevo preparare: ma era degli anni '30!

La conduttrice ha infine ricordato il compianto Fabrizio Frizzi, che fu ospite alla prima di Superbrain dello scorso anno, e di cui conserva ancora gelosamente tutti i messaggi ce:

Lo saluto tutti i giorni quando arrivo agli studi ora dedicati a lui. Mi ricordo che alla prima di Superbrain andai in camerino da lui, ero agitata per quello che era successo in passato, e mi disse: "Se ce la faccio io, ce la fai anche tu".
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