Amanda Lear: "Ho detto addio a David Bowie per la disco-music"

La poliedrica artista francese si confessa a suon di musica a I Miei Vinili.

Nell'ultima puntata de I Miei Vinili, trasmissione di Riccardo Rossi in onda in seconda serata su Rai3, è intervenuta Amanda Lear, che ha raccontato attraverso i suoi brani del cuore una storia fatta di amori ed amicizie illustri da lasciare senza fiato. L'artista francese, che ha iniziato la sua carriera come modella nei ferventi anni '60, ha avuto infatti l'opportunità di entrare in contatto con alcune tra le icone della musica e dell'arte più rappresentative dello scorso secolo, delle quali conosce curiosi retroscena.

Nota è la sua relazione spirituale con Salvador Dalì, di cui fu musa ispiratrice e modella. Il pittore francese, ha raccontato Amanda Lear, era amante di un'opera di Richard Wagner, il Tristano ed Isotta, che riproduceva in casa con un giradischi dalla puntina consumata; da parte di Dalì, tuttavia, nessuna alcun intenzione di sostituirla: il suono scoppiettante che proveniva dall'attrezzo gli ricordava il rumore delle sardine in padella. Negli anni '70, Amanda Lear conosce e si lega sentimentalmente all'istrionico David Bowie:

Non è stato amore a prima vista, ma lo trovavo affascinante. Gli mancava l'educazione, ma aveva voglia di imparare. Voleva scroprire tutto. Abbiamo avuto una relazione, oltre che sessuale, anche stimolante dal punto di vista culturale: gli parlavo del surrealismo e dei registi tedeschi. Mi ha pagato le lezioni di canto, abbiamo inciso un disco che si chiama Star e non è mai uscito. Nel 1978 vado a Monaco di Baviera, inizia l'era della discomusic e mi hanno offerto un contratto di sette anni. Serviva qualcuna che cantasse un po' come Marlene Dietrich, così ho detto "ciao ciao" a David Bowie.

La voce di Amanda, per bassa che fosse, necessitava tuttavia di un trattamento pesante affinché potesse raggiungere quella tonalità che i produttori dell'epoca volevano per quel nuovo genere musicale: sigarette e whiskey a profusione. Insomma, le nozioni di bel canto dovettero rimanere a Londra, proprio insieme al Duca Bianco.

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