Pupo, 'sarà bigamo anche da morto, nella mia cappella spazio per mia moglie e la mia compagna'

Pupo è tornato a parlare dei problemi avuti a causa del gioco d'azzardo dalle pagine di Oggi. Enzo Ghinazzi, 63 anni, una moglie, un'amante e tre figli, ha ricordato quanto avvenuto nei primi anni '80, quando dovette inventarsi una clamorosa bugia pur di scappare ai creditori.

"Ho i brividi a pensarci. Nel 1983 un giorno perdo a carte 75 milioni di lire e pago con tre assegni da 25 milioni. Dopo qualche tempo la Polizia fa un blitz e scopre una bisca a Bergamo dove rintraccia i miei assegni e arresta un gruppo di truffatori… Sennonché 7 o 8 anni dopo quella gente esce di galera, si ricorda del mio debito e mi viene a cercare. Nel frattempo però io mi ero giocato tutto. Mi salvai inscenando la mia disperazione e dicendo una bugia squallida: inventai che avevo un gravissimo problema familiare, che mia madre o una delle mie figlie aveva una malattia rara e costosissima. Fui così credibile che rinunciarono".

Ufficialmente bigamo, Pupo è stato un clamoroso latin lover, con centinaia di donne disseminate lungo un'infinita carriera.

“Sono arrivato ad avere una decina di flirt in giro per il mondo e tre, quattro in Italia. Inventavo concerti inesistenti, esibizioni private, riunioni, contratti da firmare. Poi prendevo la mia Jaguar e portavo le mie amanti a Venezia al Cipriani o al Danieli. Quante sberle mi sono beccato perché confondevo i nomi delle donne”. “Ora va molto meglio. Ho imparato a governare gli impulsi. In materia ho dato fin troppo: tra masturbazioni e passioni occasionali non mi sono fatto mancare nulla. Ho sofferto non poco: quando dicevo di essere affetto da quella patologia venivo deriso e preso poco sul serio. Ma chi ha vissuto questo tipo stesso problema sa che non è facile uscirne”. “Sarò bigamo anche nell’aldilà. Nella mia cappella ci sarà posto per me, per la mia compagna Patricia, per mia moglie Anna e per le persone che amo”.

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