Miriam Leone e le molestie, 'dove c’è il no, non c’è consenso'

Tra pochi giorni al cinema al fianco di Riccardo Scamarcio ne "Il testimone invisibile", Miriam Leone ha affrontato il tema delle molestie dalle pagine di Grazia, esploso anche in Italia dopo il caso Weinstein.

«Io lavoro benissimo con gli uomini, amo lo scambio, anche la battuta greve mi fa ridere, la prendo con ironia. La grevità della battuta che mi viene fatta appartiene a chi la fa, proprio non mi tocca. E sono la prima che spesso fa una battuta con una parolaccia, ma se c’è qualcuno che ha dei problemi, che non ha imparato a vivere e a relazionarsi, non ho intenzione di fargli da assistente sociale. L’importante è che ci sia la consapevolezza che non si può usurpare il diritto della donna a dirti di no». «Ho apprezzato e aderito a Dissenso Comune e #nonènormalechesianormale. Dobbiamo rompere le scatole, sensibilizzare, fino ad apparire noiose, bisogna comunicare questo messaggio semplice: no vuol dire no».

Parole chiare, quelle dell'ex Miss Italia ormai diventata attrice a tutti gli effetti, firmataria insieme ad altre 123 colleghe di un manifesto contro le molestie sul posto di lavoro e volto di una campagna di sensibilizzazione sul tema.

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