Angelina Jolie, appello al mondo contro gli stupratori: 'risolviamo questo problema'

Intervistata da Marie Claire, Angelina Jolie ha chiesto alle Nazioni Unite di prendere ufficialmente posizione nei confronti di quei 37 Paesi in cui i crimini sessuali sono clamorosamente ancora 'tollerati'. Paesi in cui gli stupratori vengono assolti, se già sposati o se disposti a sposare le loro stesse vittime.

L'ex moglie di Brad Pitt, da sempre attiva per i diritti delle donne, ha deciso di accendere i riflettori su una realtà vergognosamente spesso taciuta.

«Dobbiamo risolvere questo problema. Dobbiamo andare nel cuore di quei posti in cui avvengono abusi e operare dei cambiamenti, e spingere per nuove pratiche e responsabilità». «Faccio solo un esempio, ci sono 37 Paesi in cui gli stupratori vengono graziati se sono sposati con le loro vittime o se accettano di sposarle dopo la violenza. Oltre 60 Paesi non includono nelle loro legislazioni gli uomini che sono sopravvissuti alle violenze. Bisogna cambiare le leggi, ma anche l’attitudine». «La violenza sessuale in zone di guerra è ancora un argomento tabù. Donne e uomini sopravvissuti, e bambini nati da questi stupri, sono spesso trattati come se fossero stati loro ad aver fatto qualcosa di sbagliato. Vengono rigettati e stigmatizzati dalle società, mentre i loro stupratori passano impuniti. Tutto ciò deve cambiare e sfatare questo tabù è parte del processo».

Un problema che la diva, nel 2019 di nuovo in sala con Maleficent 2, affronta anche tra le mura di casa. Con i suoi figli.

«Ne parlo con le mie figlie e con i loro fratelli. Questa è la prima e più importante distinzione. Non è solo un problema delle donne, la soluzione va trovata con le donne e gli uomini… Non solo gli uomini e i ragazzi sono vittime di questi crimini, ma sono coloro che in primis questi crimini li commettono. Bisogna ricordar loro cosa significa essere un vero uomo».

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