Anna Mazzamauro: "Ho fatto pace con la signorina Silvani. Pentita di aver fatto Poveri ma ricchi"

Anna Mazzamauro si confessa a Spy: "Ho fatto pace con la signorina Silvani, all'inizio mi disturbava che mi riconoscessero solo per quello". Su Poveri ma ricchi: "Mi affidarono battute piene di parolacce, mi sono un po' pentita"

Sto facendo pace con la signorina Silvani”. Anna Mazzamauro si confessa a Spy e rivela di aver avuto un rapporto un po’ tormentato con il suo personaggio più iconico, punto cardine della saga di Fantozzi.

“Mi ha reso un cartone animato vivente e probabilmente lo sarò per sempre. Non è una condanna, anzi, pensi a chi non ha avuto la fortuna di poter interpretare un personaggio che ha riscosso un successo del genere. All’inizio mi disturbava che mi riconoscessero solo per quel personaggio, lo ammetto. Ho dovuto fare di tutto – Cyrano, Anna Magnani, La Locandiera, i grandi classici – per essere riconosciuta anche come un’attrice di teatro”.

Già, il teatro, sua più grande passione. “Giro l’Italia, ogni volta è un trionfo e ancora mi meraviglio dell’estasi in cui cado quando entro in scena”, dice l’attrice. “Mi sento amata dal teatro e senz’altro è un sentimento corrisposto. Lì sono la prima donna, sono io a scrivere i miei spettacoli e scelgo quali battute dire. Al cinema spesso mi vengono proposti solo dei ruoli senza una vera scrittura dietro o una profondità adeguata. Detesto essere una caratterista. Pensi al mio ultimo ruolo al cinema: mi hanno affidato quattro battute volgari e piene di parolacce (Poveri ma ricchi, ndr). È stato tremendo: sono un po’ pentita di averlo fatto”.

Sul set del film di Fausto Brizzi fu vittima di un episodio spiacevole, che generò reazioni e polemiche a catena:

"Venni strattonata e colpita all’orecchio perché una mia battuta si era sovrapposta a quella di un altro attore. Le conseguenze? Mi è stato lacerato il menisco dell’orecchio e ora sono costretta a portare a vita il “bite”, una sorta di apparecchio. Su consiglio del mio avvocato non ho denunciato. Sul web uscì un nome sbagliato (quello di Enrico Brignano, ndr) e crearono un mezzo casino”.
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