Maurizio Costanzo: "Sogno di intervistare Papa Francesco"

Il giornalista e conduttore ottantenne premiato in Sardegna.

In occasione del Premio Navicella Sardegna di sabato prossimo a Porto Rotondo, Maurizio Costanzo verrà insignito del riconoscimento speciale intitolato alla storica organizzatrice dell'evento Olimpia Matacena, attribuito ad importanti personalità della comunicazione e dello spettacolo. Raggiunto dai microfoni de La Nuova Sardegna il conduttore, che ha recentemente compiuto ottant'anni, ha ripercorso alcune tappe importanti fondamentali della sua vita e rivelato cosa lo ha spinto ad intraprendere la professione di giornalista.

Appena sono nato è scoppiata la guerra, poi ho visto andar via i tedeschi e l’arrivo degli americani. Tuttavia la mia è stata un’infanzia serena, anche perché dopo ho vissuto l’epoca stupenda della ricostruzione, del riuscire a farcela. Una stagione molto calda. Da ragazzino uno zio mi aveva abituato a leggere la terza pagina del Corriere della Sera e gli articoli dei grandi inviati, tipo Indro Montanelli. E infatti è a lui che ho scritto una lettera quando avevo quattordici anni.

Fu quella lettera a Indro Montanelli ad aprire prematuramente le porte del giornalismo a un giovane Costanzo, che ancora nutre una speranza, quella di intervistare il Sommo Pontefice:

Anche se non so quante interviste televisive abbia intenzione di rilasciare. Io comunque lo ripeto spesso nella speranza che gli arrivi il messaggio.

Rimasto poco stupito dagli esiti delle scorse elezioni politiche («da una parte nell’aria c’era una certa insofferenza, dall’altra soffiava il vento del populismo»), se avesse il premier Giuseppe Conte su una delle sue poltrone - che nel corso dei decenni hanno accolto più di 48.000 ospiti! - gli chiederebbe maggiore fermezza:

Credo che sia una persona seria, quindi gli chiederei di avere più determinazione.

Non solo giornalista e conduttore: nel corso della sua lunga carriera Costanzo si è distinto anche come pigmalione per molti artisti che oggi animano le scene del piccolo schermo e del teatro, da Enzo Iacchetti e Giobbe Covatta al controverso Vittorio Sgarbi, «una delle persone più intelligenti» che abbia mai conosciuto.

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