Asia Argento, parla Jimmy Bennett: "Il mio trauma è emerso quando lei si è definita una vittima"

L'attore che ha accusato Asia Argento di molestie sessuali quando aveva 17 anni ha rilasciato una dichiarazione pubblicata dal New York Times.

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L'affaire Asia Argento - Jimmy Bennett continua a tener banco sui quotidiani USA. E' ancora il New York Times a pubblicare un nuovo capitolo della storia, ovvero la prima dichiarazione ufficiale dell'attore, oggi 22enne, che ha accusato Asia Argento di molestie, consumate in un hotel californiano nel 2013, quando lui aveva 17 anni e l'attrice 37. Un rapporto che la Argento ha fermamente negato in una sua dichiarazione, ma che avrebbe ammesso in una conversazione chat con un amico pubblicata ieri dal sito TMZ, che ha diffuso anche una foto in cui i due sono a letto insieme.

Ecco cosa ha scritto Jimmy Bennett al NYT. In apertura sostiene il movimento #MeToo, come a non voler delegittimare quanto fatto fino ad ora accusando una delle sue leader:

"Molte persone coraggiose, sia donne che uomini, hanno reso pubbliche le proprie esperienze nei giorni del movimento #MeToo e io ho apprezzato il coraggio che ciascuno di loro ha avuto nel prendere questa decisione".

Cerca di spiegare poi perché non ha parlato nei giorni precedenti, né all'epoca dei fatti:

"All'inizio non ho parlato della mia storia perché ho scelto di gestirla in privato con la persona che mi ha fatto del male. Il mio trauma è emerso quando lei stessa si è dichiarata una vittima. Non ho rilasciato prima di oggi nessuna dichiarazione perché  avevo paura e vergogna all'idea di diventare un caso pubblico. All'epoca dei fatti ero minorenne e ho provato a farmi giustizia nel modo che mi sembrava più opportuno perché non ero pronto ad affrontare le conseguenze di una accusa pubblica. Allora pensavo che la molestia su un uomo fosse ancora uno stigma nella nostra società e non credevo che la gente potesse davvero capire la portata di un evento come quello per un ragazzino"

scrive Bennett, o chi per lui, che dà così anche una motivazione per il silenzio occorso tra il maggio 2013, epoca del presunto assalto di Asia Argento ai suoi danni, e il novembre 2017, quando fece recapitare all'avvocato dell'attrice - e dell'allora suo compagno Anthony Bourdain - una richiesta di 3,5 milioni di dollari per evitare una causa. La lettera è arrivata poche settimane dopo l'accusa di stupro di Asia Argento, e diverse altre attrici, ad Harvey Weinstein, che dette di fatto l'avvio al movimento #MeToo.  La contrattazione, portata avanti da Bourdain come si legge anche nello scambio di sms tra lui e la Argento, pubblicati ieri da TMZ, si sarebbe chiusa poi a 380.000 dollari, cifra parzialmente pagata dallo stesso chef, cosa che ora la Argento vorrebbe provare.

In chiusura Bennett si dice pronto ad affrontare tutto quello che finora ha cercato di evitare fino ad ora:

"Ho dovuto superare molte avversità nella mia vita e questa sarà l'ennesima con cui avrò a che fare, nel prossimo futuro. Vorrei superare anche questa e oggi ho scelto di andare avanti, di non restare più in silenzio".

Non è chiaro se procederà a una formale denuncia nei confronti della Argento o se il caso continuerà sulla stampa e sui social network, lontano dalle aule di tribunale.

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