Niccolò Bettarini dimesso dall'ospedale: "I miei amici mi hanno salvato la vita, sono fortunato"

Niccolò Bettarini dimesso dall'ospedale dopo l'aggressione, ecco le sue prime parole.

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Hanno tentato di ucciderlo solo perché figlio di due personaggi famosi. Niccolò Bettarini, nella notte di sabato 30 giugno, fuori dalla discoteca Old Fashion di Milano, è stato aggredito da un gruppo di dieci ragazzi dopo aver tentato di difendere un suo amico (quattro di loro sono stati fermati, per gli altri sei continuano le indagini). Undici le coltellate che gli sono state inferte al torace, al fianco, al braccio e alla coscia destra. Non solo, il Bettarini Junior è stato preso a calci e pugni. Inizialmente il ragazzo sembrava in pericolo di vita, ma fortunatamente si era subito capito che era una spiacevole fake news: Niccolò è stato sottoposto a una delicata operazione e oggi è stato dimesso dall'ospedale di Niguarda, dove era ricoverato.

Ecco le sue prime parole:

“Non sono mai stato bravo a raccontarmi. Ma, ora che sto migliorando, sento che sia giusto e doveroso dire diverse cose. Innanzitutto voglio in questo momento ringraziare la mia famiglia che mi è sempre stata vicino, nei momenti felici come in quelli brutti. Nessuno come lei ha saputo trasmettermi quella forza che mi ha permesso di non mollare mai. Sono un ragazzo fortunato e, mai come ora, sento veramente di esserlo, non solo per il fatto di essere qui a scrivervi questo post, ma anche perché so di avere degli amici che mi hanno salvato la vita. Sono cresciuto credendo nell’amicizia, è un valore fondamentale nella mia vita e farei qualunque cosa se degli amici fossero in difficoltà.
Sarò sempre grato al pronto intervento dell’ambulanza e del trauma team dell’Ospedale Niguarda di Milano. Da questa esperienza esco più forte di prima, con la consapevolezza di aver rischiato tanto. Ringrazio, inoltre, la questura e le forze dell’ordine per il lavoro che stanno svolgendo. Grazie a tutti per l’affetto che ci avete dimostrato. Ricordate sempre di essere voi stessi ma soprattutto, ricordate chi siete”.

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