Alessia Marcuzzi: "Pausa dalla tv per i miei figli. Decisione presa con il cuore"

Alessia Marcuzzi ha rinunciato al programma sui Mondiali di calcio in Russia per stare con la propria famiglia

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Alessia Marcuzzi, intervistata dal settimanale Oggi, in edicola questa settimana, ha svelato, per la prima volta, di star vivendo un periodo di grossa distensione psicologica dopo lo stress emotivo dell'ultima controversa edizione dell'Isola dei Famosi, 'animata' dal canna-gate e gli attacchi da parte di 'Striscia La Notizia' che, a più riprese, hanno messo in discussione, la regolarità della gara:

È stata l’Isola più complessa dal punto di vista umano ma la più esaltante in termini di affetto del pubblico reale. E poi gli ascolti sono stati i più alti di sempre. Per tutelarmi, ho centellinato i miei accessi ai social. È stato un toccasana per me!.… Certi attacchi non mi hanno stupito né ferito. Conosco il mio mondo e sapevo esattamente chi avrebbe approfittato di certe situazioni e chi no… Antonio Ricci con Striscia ha fatto il suo lavoro. Né più né meno. È un gioco delle parti di cui ho sempre avuto consapevolezza, che conosco bene e che rispetto. Non ho “svicolato”, mi creda. Ho solo fatto una distinzione tra il piano morale e quello legale. Non me la sono sentita di infangare dei ragazzi di vent’anni che potevano essere miei figli.

La recente polmonite del figlio Tommaso hanno spinto l'amatissima conduttrice a prendersi un periodo di casa lontano dal piccolo schermo per godersi, a pieno, la famiglia. Ha rinunciato al Wind Summer Festival e a, Balalaika, il programma sui Mondiali di Calcio di Canale 5 affidato, poi, a Belen, Ilary Blasi, Gialappa's Band e Nicola Savino:

Sarò una donna emotiva, forse incosciente e poco lungimirante, ma da mamma non me la sono sentita. I papà dei miei due figli fanno lavori molto impegnativi che spesso li portano a essere lontani da casa. Non sono riuscita a lasciare mia figlia da sola. Questa scelta forse non sarà compresa da tutti. È una decisione presa con il cuore e con molta fatica. Peraltro la polmonite di mio figlio Tommy mi avrebbe costretto comunque a rinunciare al progetto. Mai lo avrei lasciato convalescente a casa da solo. Diciamo che il destino e gli eventi hanno deciso per me.
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