Molestie, anche Salma Hayek contro Weinstein: "E' il mio mostro"

Con una lettera pubblicata sul New York Time l'attrice accusa il produttore hollywoodiano di averla molestata durante il periodo in cui veniva realizzato il film Frida

salma hayek

E' con una lunga lettera al New York Time che Selma Hayek denuncia Harvey Weinstein. Anche lei si scaglia contro il produttore hollywoodiano accusato di molestie da un centinaio di donne, tra attrici, modelle e aspiranti dive.

Harvey Weinstein per anni è stato il mio mostro

Un mostro incontrato sul set di Frida nel 2002.

L'assurdità delle sue richieste andava dal telefonarmi infuriato nel cuore della notte per chiedermi di licenziare il mio agente, al trascinarmi fisicamente via dal ricevimento inaugurale del Festival di Venezi, che era in onore di Frida, per andare alla sua festa privata con lui e delle donne che credevo modelle, ma poi ho scoperto che erano prostitute.

Nella sua confessione l'attrice racconta tutti i no che ha dovuto dire al produttore

Lui aveva scommesso su di me che non ero nessuno, aveva detto sì. Non sapevo che adesso sarebbe toccato a me a dire no. No ad aprirgli la porta a tutte le ore della notte. No a fare la doccia con lui. No a lasciarlo guardare mentre mi facevo la doccia. No a lasciare che mi facesse un massaggio. No a lasciare che un suo amico nudo mi facesse un massaggio. No a consentirgli di praticare sesso orale su di me. No a spogliarmi nuda insieme a un altra donna


La 51enne messicana scrive quelli che sono stati i mesi infernali sul set, quando alle avances e alle proposte indecenti subentrarono gli insulti e le violenze verbali.

Quando cominciammo a girare le molestie sessuali cessarono, ma le sfuriate si moltiplicarono. Harvey si lamentò del monosopracciglio di Frida. Criticò la mia performance. Mi disse che avrebbe interrotto le riprese. Era umiliante. L'unica cosa che aveva notato di me era che non ero sexy.

E proprio durante le riprese scattò l'ultimo ricatto

Mi offrì un'unica possibilità per continuare. Mi avrebbe consentito di finire il film solo se avessi accettato di fare una scena di sesso con un'altra donna. E doveva essere un nudo frontale. Dovetti dire sì. Il giorno in cui dovevamo girare la scena che avrebbe salvato il film ebbi un tracollo nervoso. Non perché dovevo fare una scena nuda con una donna, ma perché dovevo farla per Harvey Weinstein

In molti si chiedono perché la denuncia arrivi a 15 anni di distanza dai fatti ed è la stessa attrice a rispondere preventivamente nel suo editoriale sulla rivista americana

Persone diverse mi hanno invitato a parlare di un episodio della mia vita che pensavo, per quanto doloroso, di essere riuscita a mettere da parte. Mi ero autoconvinta che fosse finita e che ero sopravvissuta; mi sottraevo alla responsabilità di parlare apertamente. Stavi cercando di risparmiarmi la fatica terribile di dover spiegare molte cose ai miei cari.

Oggi però qualcosa è cambiato. La sua Frida è stato un successo mondiale e l'ha consacrata tra le attrici più apprezzate, candidandola anche all'Oscar come miglior attrice protagonista.

Spero che aggiungere la mia voce al coro di tutte quelle che finalmente stanno parlando a viso aperto possa far capire perché è tanto difficile, e perché tanti di noi hanno atteso così a lungo. Gli uomini molestavano sessualmente le donne perché potevano farlo. Le donne oggi parlano perché, in questa nuova era, possono farlo.
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