Beppe Fiorello: "Quando sarò morto, voglio che la gente dica che ho fatto delle cose buone"

L'attore siciliano è stato intervistato da Vanity Fair.

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Beppe Fiorello, protagonista di tantissime fiction andate in onda su Rai 1, debutterà come produttore nel film Chi m'ha visto?, pellicola cinematografica che vede anche la partecipazione di Pierfrancesco Favino. Nel film, Beppe Fiorello è un musicista che finge la propria sparizione al fine di ottenere maggiore fama.

L'attore siciliano, fratello dello showman Fiorello, intervistato da Vanity Fair, invece, non ha nessuna intenzione di sparire nel nulla, fiero del successo che è riuscito a costruire, passo dopo passo. Beppe Fiorello, nonostante sia ancora giovane, addirittura, pensa già a quello che vuole lasciare ai posteri. Le dichiarazioni:

Sparire dal pubblico? Non ci ho mai pensato. Mi piace il mio successo costruito lentamente, insieme al pubblico. La mia unica preoccupazione è lasciare un bel ricordo di me. Ci penso tutti i giorni: voglio che, quando sarò morto, la gente dica che ho fatto delle cose buone.

Restando in tema (non particolarmente allegro), Beppe Fiorello, parlando precisamente dei suoi figli Anita e Nicola, 14 e 12 anni, ha dichiarato di aver deciso di tenere una scatola contenente bigliettini destinati ai suoi figli che quest'ultimi, però, dovranno leggere soltanto quando lui non ci sarà più:

Ho una visione un po’ cupa della vita, in effetti... Per dire, a casa abbiamo una scatola da scarpe dove io lascio dei bigliettini che scrivo ai miei figli. Voglio che leggano queste cose solo quando io non ci sarò più. Avranno un valore più alto. Di mio padre, mi è rimasta un’unica cartolina che ricevetti quando ero in servizio militare e mi dispiace non averne ricevute altre.

L'attore 48enne, quindi, ha proseguito nel parlare dei suoi figli, concentrandosi soprattutto sulla loro educazione. Essendo cresciuto in una famiglia non agiata, Beppe Fiorello ricorda costantemente ai figli che i privilegi e i lussi possono finire da un momento all'altro:

Credo di essere equilibrato con i miei figli. Con loro non sono tanto crepuscolare, giuro. Però ricordo sempre loro che le cose possono cambiare all’improvviso, che magari non andremo sempre in vacanza in posti belli e costosi, che non devono dare per scontato che potranno avere sempre le scarpe più belle e alla moda. E' lo spettro della povertà che mi insegue, sto sempre all’erta con questa idea fissa che tutto può finire da un momento all’altro.

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