Francesca Michielin: "Non mi manca un fidanzato, sono giovane, sola sto bene"

"Non ho voglia di ansie, di qualcuno al fianco che non capisce..."

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Intervistata dal settimanale Vanity Fair, in occasione del lancio del suo nuovo singolo dal titolo Vulcano, Francesca Michielin ancora una volta ha dimostrato di essere più matura e profonda di quanto si penserebbe sapendo la sua reale età (22 anni):

Sono inquieta, proprio come un cratere. Che è vertigine, perché alto. E anche pericolo: brucia, distrugge e può fare male. Eppure stratifica. Crea, solidifica, fertilizza. Se vivi nel turbamento, sono due le possibilità: lasciare che ti borbotti dentro, o trasformare quell'energia in movimento fuori. Allora erutti: un lapillo, un umore, un colore, un inferno. Ed eccomi qui.

La cantante ha svelato di aver vissuto un periodo difficile negli scorsi mesi, dopo un periodo intenso dal punto di vista lavorativo:

Dopo un 2016 da boato sono tornata a casa. Di colpo, il vuoto: di adrenalina, di desideri, di idee. Era evidentemente un capolinea, la fine di un capitolo. Non ero più un’adolescente, e neanche una giovane donna. Mi sono spaventata: e adesso come mi rimetto in gioco? Che cosa scrivo? Come mi risiedo al pianoforte?

Domande e dubbi poi superati comprendendo che doveva smetterla "di girare intorno alle cose" e doveva dire "esattamente quello che c’è da dire".

A proposito della sua popolarità ottenuta, grazie a X Factor, a 16 anni:

Ero di una timidezza assoluta, e dimostravo anche meno. Ma adesso non voglio più sembrare quel pulcino intimorito che peraltro non sono mai stata. Da piccola, mia madre reagiva ai miei modi a volte poco gentili e aggressivi proponendomi di frequentare un corso di dolcezza.

Quindi un bel aneddoto legato a Damien Rice:

Una volta con Damien Rice ci siamo ritrovati a suonare insieme la chitarra fino alle 7 del mattino, nel backstage di un suo concerto al Pistoia Blues. Lì ho capito che vale solo tutto quello che senti, quello che sei. Le bestemmie, i guadi tristissimi, volersi ammazzare, abbuffarsi di cioccolata, mangiare una pizza surgelata, guardare Una mamma per amica su Netflix. Con buona pace della convenienza, delle sovrastrutture.

Immancabile la domanda sulla sua vita privata e sulla possibilità che le manchi un uomo accanto:

Se mai dovessi sposarmi non lo direi a nessuno e non metterei nemmeno la fede ma… no. Sono giovane, non ho voglia di ansie, di qualcuno al fianco che non capisce: i tempi, i cambi di programma, la mancanza di attenzione. È un gesto di altruismo. E soli si sta bene. Anche se non si può dire.

Guai a definirla perfettina:

Frequento i kebabbari, io. Davanti a un falafel di notte s’imparano un sacco di cose. Una volta mi si avvicina un tipo sconosciuto: “Sai la parola più bella del mondo qual è?”. Pausa. “Pensaci bene. È Volume. Quello di questo bicchiere. Quello che puoi alzare perché la musica suoni più forte”. E allora ho immaginato di metterlo al massimo. Fino a contenere il mare.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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