Alessio Boni: "Vorrei una famiglia, mi piacerebbe avere una figlia"

Alessio Boni, intervistato dal settimanale Gente, racconta del suo desiderio di mettere su famiglia.

ROME, ITALY - MAY 29: Italian actor Alessio Boni attends the 'Diobo' Che Bello' charity event at D-Store Dainese on May 29, 2014 in Rome, Italy.  (Photo by Ernesto Ruscio/Getty Images)

Alessio Boni, 50 anni, torna da oggi in tv nella fiction Di padre in figlia, diretta da Riccardo Milani. L'attore veste i panni di Giovanni Franza, un produttore veneto di grappa degli anni Cinquanta, un padre-padrone tremendo e insopportabile che però, nel corso dei trent’anni in cui si svolge la storia, avrà modo di cambiare grazie alle donne della sua famiglia. Un ruolo difficile, che però lui ha sentito subito suo:

«Non mi piace interpretare ruoli lineari, preferisco le sfaccettature, io stesso sono un inquieto».

Così racconta al settimanale Gente, che lo ha intervistato, raccontando anche qualcosa di sé e del suo passato, in una famiglia dove il ruolo delle donne è sempre stato importante:

«Ho vissuto in una famiglia al maschile, con mio padre e due fratelli [Andrea, ex sacerdote, e Marco, che lavora per l’attore, ndr]. Ma il cuore e il traino di tutto sono state mia madre Roberta e mia nonna Maddalena, due donne straordinarie. Con la nonna sono cresciuto, mentre i miei genitori portavano avanti la nostra azienda di piastrelle: mi raccontava che quando era giovane si cucinava per gli uomini e lei mangiava in disparte, con i figli. E stiamo parlando di meno di cento anni fa».

Molto riservato quando si tratta della sua vita privata, Boni riesce però a sbottonarsi un po', iniziando a parlare di ex:

«Sono rimasto amico di tutte le mie ex fidanzate, anche quelle con cui è finita male perché poi, con il tempo, rimane solo il bene che ci si è scambiati».

Ad aspettarlo a casa, ora che ha ormai svoltato la boa dei 50 anni, non c'è una famiglia, anche se a lui piacerebbe averla:

«La vorrei tanto. E mi manca anche un figlio. Anzi, una figlia. Non mi dispiacerebbe avere una femmina. Sarebbe un bel confronto con lei».

Ma non vorrebbe solo una figlia sua, gli piacerebbe anche poter adottare un bambino, uno di quelli che incontra ogni volta che parte in giro per il mondo, testimonial di diverse associazione umanitarie:

«Mi piacerebbe adottare un bambino, indipendentemente dal mio stato civile. Ci sono tante situazioni di sofferenza e disagio: questi ragazzi starebbero meglio anche se venissero affidati a un single, che deve comunque affrontare i test psicoattitudinali e i controlli del caso. Ci sono stati tanti momenti, tanti posti in cui mi sarebbe piaciuto fermarmi e prendermi cura di qualcuno, ma mi sono sempre frenato».

Il matrimonio, però, non è mai rientrato nei suoi progetti. E Alessio confida che arriverebbe all'altare solo come estrema prova d'amore:

«Credo che un amore non abbia bisogno di contratti. Anche se ci sono dei bambini. Io mi conosco, so che
in caso di separazione non farei mai mancare il mio sostegno. Un anno fa ho recitato a teatro ne I duellanti per ricordarmi che un tempo bastava una stretta di mano per sancire un patto. E io credo molto nella lealtà, negli uomini e nelle donne. Se stessi con una persona credente, che avesse bisogno di una cerimonia religiosa, allora sì. Accetterei per amore».

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