Federica Sciarelli mamma di Giovanni Maria: "Anche se ha 21 anni non sto tranquilla finché non è a casa"

La Sciarelli, intervistata da Intimità, racconta le sue ansie da mamma.

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Per le piccole cose, il primo a essere interpellato è sempre mio figlio, però è mia sorella la mia vera ancora di salvezza, le sono molto legata. Marina mi risolve veramente tutti i problemi, anche sulle tasse mi dà una grande mano, è un’altra donna formidabile.

A parlare così, durante una lunga intervista al settimanale Intimità, è Federica Sciarelli, da 13 anni al timone di Chi l'ha visto?, la trasmissione di successo di Raitre che si occupa di misteri, gialli e persone scomparse. Il figlio Giovanni Maria, 21 anni, e la sorella Marina, invece, sono le persone a lei più vicine, quelle a cui la conduttrice si rivolge in caso di emergenza.

La festa dell'8 marzo si avvicina e la Sciarelli, che nella sua trasmissione è sempre dalla parte delle donne, anche nel privato dà il suo contributo, iniziando dall'educazione data a suo figlio:

Ho cercato più che altro di spiegargli che l’amore non è possesso e che c’è bisogno soprattutto di rispetto. Con tutti. Perché un uomo violento sicuramente ha ricevuto un’educazione sbagliata, che non ha mai contemplato la parola rispetto, appunto...

E proprio in relazione a suo figlio, Federica rivela come Chi l'ha visto? l'abbia portata ad essere una madre un pochino più ansiosa e una donna che "assorbe il dolore che racconta come una spugna:

Arrivando dal TG3, da Curzi, dalla politica, con un caporedattore come Corradino Mineo, ero avvezza alle esperienze forti. E anche da ragazzina il mio pane erano le lotte, le manifestazioni, i collettivi. Non trascorrevo il pomeriggio a bere il tè con le amiche. Ero abituata a stare nella fossa dei leoni, però quando ho cominciato Chi l’ha visto? è stato un terremoto, ho scoperto un mondo sotterraneo allucinante e che allora non veniva raccontato a livello nazionale, solo noi lo raccontavamo. Per Elisa Claps mi sono beccata querele anche dal capo della Mobile di Potenza, però insistevo. E insisto ancora. Non ho paura. Divento la lancia di chiunque si rivolga a me, a noi, ma assorbo anche il dolore che racconto come una spugna. Per questo ogni tanto dico che vorrei cambiare programma. Dopo tanti anni è duro continuare a misurarsi con la sofferenza. Il risultato è che, anche se mio figlio ha 21 anni, non sto tranquilla finché non lo vedo rientrare a casa o almeno sento i suoi rumori. Infatti lui mi dice “Mamma, questo programma, però! Mi fai venire l’ansia…”. Ha ragione, lo so che le mie reazioni possono sembrare eccessive, ma quanti genitori ospito in trasmissione che aspettano, invano, che i propri figli rientrino a casa? Certo, le storie che raccontiamo sono eccezioni e non la regola, però è chiaro che a furia di dare notizie del genere non è che posso proprio avere dei sonni tranquilli.

Come darle torto?

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