Fabio Volo, la compagna Johanna: "Matrimonio? Idea inizia a solleticarmi"

Il ritratto inedito di Fabio Volo da parte della compagna Johanna Hauksdottir

Al settimanale Vanity Fair, Johanna Hauksdottir, compagna di Fabio Volo e mamma dei suoi due figli, Sebastian e Gabriel, per la prima volta, ha tracciato un ritratto dell'attore - scrittore dentro e fuori le mura domestiche. I due innamorati si sono incontrati sul set di un film a Verona ma non è stato amore a prima vista. Un lungo e serrato corteggiamento e la voglia di mettere su famiglia in tempi molto brevi. La 31 enne islandese non si è mai pentita di essere dedicata completamente all'educazione dei figli:

Totalmente dedicata. Oggi vedo molte donne che decidono di avere un figlio perché sentono la pressione dell’orologio biologico, poi però non se ne occupano molto. Io sono sempre stata presente nella vita dei miei bambini. Allo stesso tempo sono una mamma nordeuropea, li educo a essere indipendenti. Sanno che se giocano con le costruzioni poi devono rimettere tutti i mattoncini a posto. Sebastian mi aiuta già in cucina, dà il biberon a Gabriel. Si sente utile.

Johanna non esclude che, dopo due maschietti, la cicogna possa consegnare una bella femminuccia:

Quando sono rimasta incinta di Gabriel stavo ancora allattando Sebastian, poi lui è nato e l’ho allattato fino a una settimana fa. Adesso sto riprendendo il controllo del mio corpo, ho un po’ più tempo per me. La mia risposta è sì, con tutto il cuore, ma non adesso.


L'armonia regna in casa Bonetti (vero cognome di Volo):

Non litighiamo, semmai discutiamo. Tempo fa uno scrittore americano, il nome bisognerebbe chiederlo a Fabio, mi ha raccontato che è sposato con sua moglie da 38 anni e che non litigano mai. Perché, mi ha detto, se lo fai, se ti batti per il tuo punto di vista, alla ne vorrai vincere e la persona che si presuppone che tu ami di più al mondo dovrà perdere. E tu non vuoi che la persona che ami di più al mondo perda.


Al momento, la coppia di genitori esclude il matrimonio:

Sono figlia di divorziati, quando vivevo a New York credevo che il matrimonio fosse solo un contratto commerciale. Non mi interessava. Poi ho conosciuto Fabio, sono nati i bambini. Adesso l’idea inizia a solleticarmi, soprattutto la parte che riguarda la festa. Per il resto, ho già tutto quello che desideravo. Da qui in poi è tutto extra.

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