Rocco Siffredi: "L'"Isola" mi ha purificato ma ho avuto una ricaduta terribile. Spero di non fare la fine di mio padre"

L'ex attore hard è stato intervistato da Vanity Fair.

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Nel 2015, Rocco Siffredi prese parte all'edizione numero 10 de L'Isola dei Famosi, maturando la decisione di lasciare definitivamente la pornografia dopo un primo tentativo, avvenuto all'età di 40 anni, finito "male".

L'attore hard italiano più famoso al mondo, infatti, abituato a stare sui set pornografici per decenni, andò incontro ad un drastico calo di sesso nella sua vita che gli causò una specie di crisi d'astinenza.

Intervistato da Vanity Fair, Rocco Siffredi è tornato a parlare di quel periodo. L'ex attore a luci rosse, però, parlando anche della decisione definitiva di lasciare la pornografia giunta un anno fa, non ha nascosto le difficoltà che si sono ripetute anche in questo caso:

Da tempo avevo nella testa l’idea di smettere. La prima volta l’ho deciso a quarant’anni. Non volevo rinnegare il passato, però desideravo che i miei figli crescessero sapendo che il loro papà era stato un attore porno ma non lo era più. Ho ricominciato perché andavo a mignotte tutto il tempo: donne, trans, vecchie. Mi sono capitate un sacco di situazioni assurde, qualcuna che mi riconosceva. A "L’Isola dei famosi", tutte le notti ho guardato in alto, il cielo. Fino ad allora i miei occhi avevano puntato sempre davanti. Mentre ero là ho detto: "Basta, smetto". Pensavo che quell’esperienza mi avesse purificato e, in un certo senso, è così. Ma è vero anche che ho avuto una ricaduta terribile. Questa volta non sono andato a cercare sesso in giro ma sono stato molto male. Avevo una voglia terribile di trasgredire, di tornare in quel mondo.

Parlando della sua famiglia, invece, Rocco Siffredi ha ricordato la propria mamma con affetto, parlando di un lutto familiare che la donna non ha mai elaborato:

Mio fratello è morto a 12 anni, soffocato, soffriva di crisi epilettiche. Avevo sei anni, insieme al più piccolo, di tre, eravamo gli unici ancora a casa, gli altri già lavoravano. Mia madre era sempre stata il vero pilastro della famiglia, verso di lei ho sempre provato un amore sfrenato. Ho subito la sua follia perché, da quel giorno, non si è più ripresa.

Riguardo il padre, invece, nelle parole di Rocco, si nota molta amarezza. Siffredi ha sottolineato le continue mancanze di rispetto del padre nei confronti della madre, anche quando lei era in punto di morte:

Mio padre era un uomo buono, gentile, ma inesistente. Non aveva nessuna ambizione a parte la figa. Faceva il cantoniere e il suo capo lo rimproverava spesso perché s’infilava in ogni casa con la scusa del bicchiere d’acqua, del caffè, sperando di trovare una donna sola. Mia madre era gelosa e ne ha sofferto fino all’ultimo. È morta di cirrosi per un’epatite mai diagnosticata. Stava per entrare in coma e lui flirtava con la signora del letto vicino. È l’ultima immagine che ho di loro insieme.

Anche il padre di Rocco Siffredi ha sempre dato un'importanza smisurata al sesso, una "passione" che l'ha portato ad invecchiare e a morire praticamente da solo. Rocco Siffredi, quindi, sta lavorando per non fare la stessa fine del padre:

Di sesso a casa nostra non si era mai parlato ma, a un certo punto, cominciò a raccontarmi le sue avventure con una disinvoltura che metteva me in soggezione. Mi considerava un esperto. Mi spiegava delle anziane con cui ci aveva provato ai giardinetti, di quella che si era portato in stanza. Tutto, nei dettagli. È morto cinque anni fa e, ancora oggi, mi auguro di non fare la stessa fine. Mia mamma se n’era andata da un giorno e lui era già alla ricerca di una donna. Andava a trovare le vedove dei suoi amici che ancora stavano piangendo il defunto. È vissuto da solo gli ultimi vent’anni. È morto solo.

Foto | © Getty Images

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