Francesco De Gregori sposato da quasi 40 anni: "Senza mia moglie mi annoio"

De Gregori, intervistato da Vanity Fair, parla anche dell'amore con sua moglie e del suo odio per la vita mondana.

Il nuovo tour di Francesco De Gregori parte il prossimo 4 marzo e il cantautore romano lo presenta con un'intervista a Vanity Fair, da oggi in edicola. La lunga chiacchierata con la giornalista è anche l'occasione per parlare un po' della sua vita privata, quel tanto che basta, vista la già nota riservatezza di De Gregori.

Si inizia con il parlare del suo lungo matrimonio con Alessandra Gobbi, sposata 38 anni fa:

Non mi sono mai chiesto quanto potesse durare. E, comunque, non va neppure bene che uno si sposi pensando: "Che sorpresa se va avanti per tanto". L'ho fatto perché ero innamorato. Quindi, ero assolutamente convinto che saremmo rimasti insieme. È così strano?

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Per la giornalista che lo intervista non è strano, anche se precisa che magari qualche tentazione, visto il lavoro che fa, avrebbe potuto mettere a rischio la sua unione:

Mi sa che lei ha un'idea mitologica del cantante circondato da ammiratrici. Capita se "cavalchi" la situazione. Ma io non sono quel tipo d'uomo. Lo troverei molto prevedibile.

E rivela anche il 'trucco' per stare insieme una vita intera:

Fin dall'inizio è stato molto importante tenersi compagnia... Ho detto "Senza mia moglie mi annoio"... Questo lo posso sottoscrivere anche adesso. La noia è una delle cose che mi fa più paura. Un'altra è dover parlare per forza con qualcuno.

Anche per questo, e per mille altri motivi, odia le feste:

Le detesto. La conversazione è nulla, tutt'al più si parla di argomenti vacui. Di solito, se c'è una libreria in casa, mi metto a guardare i titoli, e se c'è anche una poltrona in disparte vado lì con la scusa che fumo. Ho vari trucchi.

Il suo essere un po' "orso" avrà delle ricadute anche nel suo rapporto con i fan? Alla domanda su che rapporta abbia, ad esempio, con i selfie, precisa:

Non cattivo, a meno che non ti venga richiesto in un momento inopportuno. Tipo che stai tornando da un viaggio faticoso, con le valigie e la chitarra in mano, e uno ti chiede: "Facciamo un selfie?". Ma lo vedi in che condizioni sono? Sennò va bene, in qualche modo fa parte dei miei doveri. A volte, è anche piacevole. E se vengo brutto, chi se ne frega.

Chi di voi sarà il prossimo a chiedergliene uno?

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