Sanremo 2016, Gabriel Garko: "Non mi sposerò mai: il matrimonio è una poltrona avvelenata"

Gabriel Garko intervistato da Il Giorno, parla di Sanremo, del matrimonio, delle accuse di ritocchi estetici.


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La partecipazione di Gabriel Garko come co-conduttore del Festival di Sanremo 2016 sta offrendo numerosi spunti ai giornalisti, tra gaffes, siparietti, exploit in conferenza stampa. Intervistato da Quotidiano.net, l'attore ha replicato ad alcune delle 'accuse' che gli sono state mosse in questi giorni, iniziando da quella 'liguistica':

«Ho detto 'Ho sceso le scale' e lo rivendico. Anche l'Accademia della Crusca mi ha dato ragione».

E su questo, forse, non c'è altro da dire. Ma qualcosa in più lo dice sulle osservazioni relative al suo look, iniziando dai capelli:

«Me ne hanno dette di tutti i colori per la pettinatura dei miei capelli. Così oggi mi sono fermato accanto a un cespuglio e mi sono fatto fotografare vicino, e ho postato la foto su Fb... Sono tinto? No, questo è il mio colore. Sono tinto quando sono biondo».

Come non parlare, poi, delle accuse che gli vengono continuamente mosse di aver fatto ricorso alla chirurgia estetica?

«Le famose foto uscite qualche mese fa erano ritoccate, ho fatto causa poi ho preferito ritirarla. Gli zigomi? Un mio amico medico mi ha spiegato che gli zigomi sono qui, sotto gli occhi, e lì io sono completamente piatto!... Botox? Ma il Botox non gonfia, distende. E guardate qui (alza il ciuffo, ndr), ho un sacco di rughe».

Infine, impossibile non parlare d'amore - anche se lui dice sempre di non amare scendere in dettagli della sua vita privata - e quindi anche di matrimonio e di sesso:

«Non mi sposerò mai. Non trovo giusto legare il matrimonio a un contratto. Il matrimonio è una poltrona avvelenata, ti ci siedi sopra e dici, 'tanto non mi puoi lasciare', 'tanto siamo sposati'. Ho visto troppi amici rovinarsi così. E poi da sposati non si fa più sesso, si fa l'amore. E fare l'amore implica una specie di rispetto verso l'altro, il che significa che certe cose non si fanno. Ma nel sesso si deve poter fare tutto, altrimenti vai a cercarlo da un'altra parte».

Per chiudere, il desiderio di paternità che un po' c'è e un po' viene soddisfatto grazie ai nipoti:

«Vorrei averli fatti prima, oggi a 43 anni mi piacerebbe giocarci insieme. Per ora mi diverto molto con i miei nipoti. Vorrei adottarne uno, ma è molto complicato. E programmarlo a tavolino per me è impossibile».

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