Andrea Lehotska: "Sequestrata dai soldati palestinesi per tre giorni, ho sfiorato la morte"

La conduttrice e attrice slovacca è stata intervistata dal settimanale Top.

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Andrea Lehotska, attrice, conduttrice e modella slovacca, è nota al pubblico italiano per aver condotto su Rai 3 diversi programmi legati al circo come Circo Massimo e il Festival Internazionale del circo di Monte Carlo. La Lehotska ha anche partecipato ai reality show L'Isola dei Famosi e Uno due tre stalla e ai programmi di Piero Chiambretti, Markette, Chiambretti Night e Chiambretti Sunday Show.

Per quanto riguarda la vita sentimentale, invece, la Lehotska è sposata da circa sette anni con il filosofo 71enne Stefano Bonaga, famoso anche per essere stato l'ex compagno di Alba Parietti.

Andrea Lehotska, che svolge anche le attività di giornalista e fotografa, recentemente si è recata in Medio Oriente, precisamente in Palestina, per realizzare un reportage.

L'esperienza professionale in questione si è rivelata traumatica perché la conduttrice 34enne è rimasta vittima di un sequestro di persona lampo.

Di seguito, trovate le dichiarazioni che Andrea Lehotska ha rilasciato al settimanale Top. La conduttrice ha esordito, svelando il motivo per il quale ha deciso di recarsi in Palestina:

Ero partita da sola per documentare la realtà della guerra. Mi sono finta un’ingenua turista e, sbattendo le ciglia, ho iniziato a fotografare quello che vedevo attorno a me. Volevo realizzare un reportage da pubblicare sul blog del mio sito.

La realtà che si è trovata davanti, ovviamente, corrisponde ad ogni scenario di guerra:

Ho visto soldati sparare ai bambini e lanciare contro di loro dei lacrimogeni. Ma l’immagine più devastante è stata una donna che sparava alle spalle a un bambino con lo zainetto che usciva da scuola. Il proiettile, dopo averlo colpito, gli è fuoriuscito dalla coscia. Il bambino urlava e la donna rideva. Io mi sono schierata dalla parte dei bambini palestinesi.

La situazione, quindi, è degenerata:

Hanno iniziato a spararmi mentre correvo, ma non mi hanno colpita. Poi mi sono rifugiata in una cantina dove i soldati palestinesi mi hanno sequestrata per tre giorni, forse i più brutti della mia vita. Ogni tanto mi affacciavo da una piccola finestra e vedevo i militari con il mitra in mano che sorvegliavano la mia unica via d’uscita.

Andrea Lehotska, alla fine, è riuscita a fuggire grazie ad un soldato:

Alla fine mi ha graziato un soldato, l’unico che non sparava ai bambini. Ci siamo guardati per alcuni istanti negli occhi e poi lui, guardando l’orologio, ha detto: "Ti do due minuti, scappa e inizia a correre. Io non guardo". Ho iniziato a correre forte e, nel buio della notte, ho percorso gli 8 chilometri che mi separavano da Israele. Una grande paura, perché ho sfiorato la morte. Per assurdo, però, in quel momento l’adrenalina forse non mi permetteva di rendermi davvero conto di quello che stavo vivendo, per cui sto più male oggi ripensando a quei giorni.

Le precauzioni da prendere, quando si va a lavorare in zone di guerra, non sono mai abbastanza...

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