Selvaggia Lucarelli dopo il servizio de Le Iene: "Guia Soncini prende a calci nelle palle l'inviato senza neanche farsi prima lo shampoo"

Selvaggia Lucarelli si difende. E attacca

selvaggia lucarelli fb

Il servizio di Luca Pelazza sul caso del presunto furto di foto ai vip trasmesso ieri nella prima puntata della nuova edizione de Le Iene ha provocato la reazione di Selvaggia Lucarelli. La quale se su Twitter si è limitata ad una precisazione di tipo tecnica ("Comunque, io non sono a processo per essere entrata nelle mail o documenti di qualcuno. Nel servizio non si capisce. Se vi va, informatevi"), su Facebook ha offerto maggiori argomentazioni.


La giornalista de Il Fatto Quotidiano, coinvolta nella vicenda giudiziaria insieme al blogger Gianluca Neri (Macchianera) e alla collega di La Repubblica Guia Soncini, ha spiegato:

Io non ho commesso abusi informatici, non sono coinvolta nel processo per questo (e non sono stati trovati né accessi a caselle di posta elettronica altrui né mail altrui nei miei computer e telefoni). Queste accuse riguardano gli altri due imputati. Mi si accusa di “concorso” per un singolo episodio e mi difenderò.

Quindi, a proposito di quanto mandato in onda dalla trasmissione di Italia 1:

Non è vero che non ho risposto all’inviato delle Iene. Non ho commentato alcuni sms che riguardavano anche un altro imputato, credo sia legittimo rifiutarsi di subire e far subire processi mediatici visto che c’è un processo in tribunale. Ho parlato almeno 30 minuti con l’inviato (credo anche qualcosa di più), ma è stato tagliato tutto.

Nel merito del processo, la Lucarelli ha aggiunto:

Non ho provato a vendere nulla a nessuno (figuriamoci le foto della Canalis) e infatti non sono a processo per questo. Neri mi ha inviato delle foto che mai mi sarei sognata di pubblicare, io (stupidamente) le ho regalate a Parpiglia e a Signorini (non a processo) ignorandone la provenienza. L’unica persona che ha provato a vendere le foto della Canalis a “Chi” è citata negli atti dal vicedirettore di “Chi” e secondo chi ha indagato non ha commesso alcun reato, per cui non è a processo. (Giuseppe Carriere di Roma press) Ricordo che comunque stiamo parlando di foto di torte e candeline (mai uscite per giunta), non di politici e trans. Ricordo anche che i giornalisti e i giornali violano seriamente e continuamente la privacy pubblicando intercettazioni e così via, ma qui pare che la questione sia molto più seria.

La Lucarelli, nonostante la situazione non certamente piacevole, non ha perso il senso dell'ironia:

Credo che se sequestrassero computer e telefoni con anni di vita dentro a tutti quanti (come è successo a me), verrebbe fuori qualcosa di più interessante di un “Monitoriamo Mara” rivolto a una persona con cui in quel periodo ero molto incazzata per ragioni lavorative (che poi non voleva dire un bel niente e la cosa è morta lì, tanto che Mara Venier, oggi mia amica, ha letto tutto ed è l’unica che non ha neanche fatto denuncia, bella della zia). Io stessa credo di aver scritto molto di peggio via sms. Se trovassero un paio di miei whatsapp a miei ex fidanzati credo che sarei estradata in Texas e giustiziata domani.

Infine, l'attacco alla collega Soncini:

Essere associata a Guia Soncini, con cui non ho mai avuto contatti in vita mia, che non perde mai occasione di buttarmi merd* addosso con i suoi amici bulli su twitter (e mica solo a me) e che si difende prendendo a calci nelle palle un inviato senza neanche farsi prima uno shampoo secco, mi addolora molto.

Riguardo il servizio delle Iene di ieri in cui onestamente si capiva poco, chiarisco velocemente qualche punto che è...

Posted by Selvaggia Lucarelli on Lunedì 28 settembre 2015
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