Skin: "Il mio matrimonio è finito, ma l'Italia è pronta ai diritti gay"

Skin a tutto tondo in copertina su Vanity Fair: il matrimonio finito con la produttrice, l'amore per l'Italia e l'appello per le unioni civili tra coppie gay

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Skin è scesa in campo in materia di diritti alle coppie gay, partendo dalla sua (sfortunata) esperienza personale. Nella cover story del nuovo Vanity Fair la cantante parla, per la prima volta, della fine del suo matrimonio con la sua produttrice, l'americana Christiana Wyly:

"All'inizio di quest'anno il mio matrimonio è finito. Lei ha un figlio di dodici anni: nei primi due anni del nostro matrimonio ci siamo divertiti un sacco insieme, era suo figlio, ma lei era mia moglie, eravamo una famiglia. Adesso lo vedo ancora, ovviamente".

Poi, a un certo punto, Skin è ripartita da se stessa:

"Da quando è successo ho cominciato a dire sì alle cose. Dire sì mi ha fatta sentire come la fenice che risorge dalle ceneri: tutta la mia vita era per aria, distrutta, bruciata, ma sono rinata. Quindi ho detto sì a X Factor per sfidare me stessa: avevo bisogno di qualcosa di emotivamente intenso e l’ho trovato... È anche un modo per ritrovare la fiducia in me stessa. Quando una storia finisce ti senti atterrato in un angolo: devi scuotere la testa, rialzarti a fatica e andare avanti. Vedere i ragazzi che cantano sul palco è terapeutico ed emozionante: mi ricorda quando ho cominciato io, e la strada che ho fatto".

Del suo matrimonio, tenutosi proprio in Italia, la cantante ricorda che c'erano solo pochi intimi:

"Ho invitato solo le persone della famiglia che erano felici che mi sposassi. Gli altri, gli omofobi, sono rimasti a casa. Mia madre è religiosissima ed è molto attiva nella sua parrocchia, ma è una donna intelligente. Per una parte della mia famiglia anche solo fare la cantante è una cosa di cui vergognarsi: io ho studiato architettura d’interni per fare contenti i miei, mi sono laureata per renderli orgogliosi. Ma a un certo punto bisogna cominciare a stare in piedi da soli e fare fronte alle critiche e alle cattiverie".

Oggi il nuovo giudice di X Factor si sente troppo grande per adottare un bambino e le bastano i suoi sei nipoti e due pronipoti. In compenso lancia un appello alle istituzioni italiane, invitandola ad aprire una volta per tutte alle unioni civili tra coppie omosessuali:


"I tempi sono maturi perché anche l’Italia salga sulla barca su cui sta salendo tutto il mondo. Capisco che avere qui la Chiesa renda le cose più complicate, ma questo cambiamento deve avvenire. Non capisco che cosa ci sia di pericoloso: ci sono ancora abbastanza eterosessuali al mondo perché la razza umana non si estingua. E se ci estingueremo sarà per quello che stiamo facendo all’ambiente, non certo per colpa dei gay. Anni fa – non tantissimi per la verità – neri e bianchi non potevano sposarsi: se ci pensiamo adesso, non sembra una cosa stupida? Succederà lo stesso ripensando alle battaglie per i diritti omosessuali. L’Italia dovrà cambiare se vuole continuare a essere vista come un Paese progredito. E anche la Chiesa deve evolversi, i ragazzini sentono le opinioni sui gay, sulle donne e pensano: è allucinante. E si allontanano dalla fede. Ma non credo spetti a una rock star inglese spiegare agli italiani cosa dovrebbe fare l’Italia, lo sapete già voi come si fa a cambiare".

L'ex leader degli Skunk Anansie si è innamorata del nostro Paese al suo primo concerto:

"L’Italia è un posto che adoro da quando ci sono venuta per la prima volta con la band vent’anni fa e ci siamo tutti innamorati".

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