
L’FBI, su richiesta di alcune pubblicazioni (fra le altre, Wired), ha diffuso il dossier riguardante Steve Jobs. La celebre agenzia investigativa americana era venuta a contatto con il co-fondatore di Apple in ben due occasioni distinte. La prima volta risale al 1985, quando Jobs ricevette una minacciosa chiamata anonima. L’uomo al telefono lo avvertì: “Ci sono tre bombe nella tua casa. Consegnami un milione di dollari o le farò esplodere”. Jobs segnalò subito il fatto all’FBI che, dopo aver perquisito la sua abitazione, lo rassicurò: “Nessuna bomba”.
Nel 1991 l’agenzia governativa e il papà del Mac si rincontrarono. Stavolta l’occasione era un appuntamento con il Presidente degli Stati Uniti che all’epoca era George H. W. Bush. Non penserete che un imprenditore, per quanto di successo, possa incontrare l’uomo più potente del mondo senza alcun controllo, no? L’FBI intervistò parenti e amici di Jobs e il ritratto che ne venne fuori non fu esattamente dei migliori.
Gli intervistati, una trentina, erano d’accordo nel giudicare positivamente il ruolo di Jobs nel mondo dell’alta tecnologia. Il disaccordo arrivava quando si trattava di commentare la personalità dello stesso. Secondo un dipendente:
[Jobs] trattava le persone giustamente e aveva a cuore i problemi e i bisogni degli altri.
Secondo altre testimonianze, il successo che si era conquistato grazie all’ambizione gli aveva fatto perdere di vista l’integrità e Steve avrebbe fatto di tutto pur di ottenere quello che voleva. Anche comportarsi in maniera disonesta. La risposta più curiosa però è quella data da un intervistato secondo il quale Jobs non riteneva che l’integrità e l’onestà fossero delle qualità che un uomo politico di alto livello dovesse avere. Di conseguenza Steve sarebbe stato perfetto per un ruolo di spicco in ambito governativo.
E la droga? In realtà nel dossier non se ne parla molto. Alcuni intervistati fecero riferimento ad una passione giovanile di Jobs per l’LSD e marijuana. Ma niente di più. Chissà, forse fu grazie ad uno dei suoi viaggi psichedelici che gli venne in mente l’idea per l’iPod.
Via | Wired
Foto | TMnews
dark_teo
10 feb 2012 - 10:46 - #1ma bisognerebbe leggere effettivamente ciò che dicono quelli dell’FBI, comunque quello che è stato scritto non è nulla di nuovo.. Ha ammesso l’uso di LSD nella gioventù, erano fine anni 60″, e che fosse una sorta di ribelle era anche quello appurato. Vedi il semplice fatto di non mettere mai la targa all’auto o di fare qualche cosa che nella realtà non era giusta ma per lui lo era. Esempio vado a 130 in centro e mi fermano, dopo riparto alla stessa velocità perché non sto sbagliando io ma l’agente che mi ferma..
sbairdss
10 feb 2012 - 11:39 - #2c’è differenza tra drogato e persona che prova la droga…. e poi, avete mai visto un fesso buono e gentile diventare ricco e famoso? Essere spregiudicati spesso paga….dipende però fino a dove uno vuole spingersi…
kiary33
10 feb 2012 - 12:23 - #3Jobs drogato e disonesto? probabilissimo, ma ad oggi interessa più a qualcuno?
spike13
10 feb 2012 - 13:21 - #4Non solo lo ha ammesso ma ha anche consigliato a Gates di provarne un po’, così finalmente sarebbe stato fuori le righe quel tanto che bastava. Invece l’amico Bill ha preferito rimanere integerrimo e rubargli l’idea del sistema operativo a finestre…
Quella della targa era una questione di privacy ed è stata spiegata: ha pagato fior di dollaroni per comprarsi lo stesso modello di auto (una mercedes decappottabile) ogni sei mesi. Negli USA puoi rimanere -in quel lasso di tempo- senza targa. Era comunque in regola.
Comunque Jobs non era conforme alle linee dell’FBI. Meno male, dico io! Di sicuro in pochi conoscevano le sue scelte di vita e le sue inclinazioni (verso gli altri).
Elenina89898989
10 feb 2012 - 14:17 - #5Bah, niente di strano, i genio e sregolatezza, beato lui!
dark_teo
10 feb 2012 - 15:01 - #6spike13 la targa dice per la privacy, almeno all’inizio, ma poi come si legge sulla biografia con l’avvento di google maps, streets view ecc. non era più una questione di privacy ma soltanto di non voglia.. alla domanda perché senza targa, risposta perché no.
non difendiamo sempre le persone, se sbagliano a volte che si dicano le cose…
Magillaz
10 feb 2012 - 15:20 - #7Se abitassimo negli States, quelli dell’FBI avrebbero un dossier anche su mia nonna… tanto per parafrasare un vecchio film ;)
governancex
10 feb 2012 - 17:40 - #8Gates gli avra rubato l’idea del sistema operativo a finistre ma jobs a sua volta a rubato l’idea alla Xerox compreso il topo.
thejudge
10 feb 2012 - 19:07 - #9Ne hanno fatto un santo e adesso diventa delinquente. Che sia una via di mezzo come tutti
codroipo
10 feb 2012 - 22:23 - #10niente di nuovo…ma per gli adepti della nuova religione è un santo misericordioso che ha cambiato il mondo (in meglio) a colpi di cellulari e computerini..
attendo la pubblicazione del vangelo per la verità
gustavolamela
10 feb 2012 - 23:29 - #11#8 esatto. Io resterò a favore di bill a vita. se non avesse rubato a sua volta, con il cavolo saremmo qui a lasciar commenti.
Kiary33
11 feb 2012 - 10:47 - #12@codroipo
C’ha già pensato Vanity Fair nella settimana della sua morte a pubblicare un allegato intitolato “Il Vangelo secondo Jobs” e bada che parlo sul serio, non ti sto prendendo in giro! :(
Saraaj
11 feb 2012 - 17:32 - #13come si richiede di non santificare la gente solo perchè è morta si prega la gente anche di non sputargli sopra….chissà perchè parlano molto solo quando uno non può più difendersi…se c’èrano delle questioni che quelli del fbi dovevano portare alla luce dovevano farlo quando la persona in questione era ancora qui..se hanno tutto questo dossier non c’èra bisogno di pubblicarlo postumo….in piu anche se fosse non dovrebbero essere soggetto di libera pubblicazione…va la che quando era vivo non si sono neanche sognati di fare un lavoro del genere…vergogna