Linus: "Io e Nicola Savino siamo una coppia aperta con un rapporto edipico"

Linus ha parlato di Savino, della corsa e delle sue frequentazioni con Matteo Renzi, ospite di Andrea Scanzi a Reputescion

linus nicola savino


Linus

, il temuto Direttore di Radio Deejay, ha svelato il suo lato più privato. Ospite di Reputescion, ha commentato una volta per tutte il suo rapporto con Nicola Savino:

"Io e lui siamo una coppia molto aperta, viviamo insieme metà della giornata, dopo di che quello che facciamo da mezzogiorno in poi nessuno di noi reciprocamente lo sa. Lui fa le sue altre avventure, ma non se ne parla. Ognuno c'ha la sua vita indipendentemente da quella comune. C'è anche un rapporto un po' edipico, perché io sono più grande di lui. Ho sempre avuto un atteggiamento un po' paterno e da fratello maggiore, lui è cresciuto un po' senza papà, nel senso che i suoi genitori erano separati, suo padre è stato poco presente e Nicola si è legato a lui negli ultimi anni. Nicola sentiva il bisogno di una figura di riferimento e quindi abbiamo questo meccanismo che ci tiene insieme".

Poi ha spiegato come nasce la sua complicità con Elio e le Storie Tese:

"Nel mio passato scolastico c'è il ribelle Linus che fa tre volte la quinta, prende sette in condotta, convince i compagni di classe ad andare da un'altra parte. Incontrare gli Elii è stato come rincontrare il Linus adolescente. Mi hanno fatto tirar fuori la parte ironica e dissacratoria che radiofonicamente tenevo nascosta, perché nelle radio milanesi lo speaker era un fighetto vuoto, più innamorato della voce che del contenuto. Loro mi hanno insegnato che si può dire qualcosa".

linus daveblog
Poi Linus ha risposto al nostro collega Daveblog, che su Twitter ha fatto una battuta sulla sua ossessione per la corsa:

"Ci sarà mai nella storia un'intervista di Linus in cui non si vanti di correre? Questa è una stupidaggine. Non so di chi sia questa frase. Evidentemente è una frase scritta da qualcuno talmente superficiale, da non aver mai sentito realmente una mia intervista. Quando parlo di me e della corsa sono sempre drammaticamente negativo nei miei confronti. Sono come un nano che gioca a pallacanestro. Faccio una cosa per la quale non sono assolutamente portato. La faccio male, con grande sofferenza. Son pieno di dolori e di acciacchi, mi piace molto l'aspetto socializzante. Ho un entusiasmo nei confronti della corsa, ma non è che me ne vanti io. Non inizio mai l'argomento. La faccio da 15 anni in maniera casuale. Sono una di quelle cose che ti sorprendono. Non avrei mai immaginato neanche semplicemente di correre. Ho iniziato a correre per riabilitazione da un infortunio al crociato, l'unica parte del corpo che non mi dà fastidio. Tutto il resto l'ho rovinato correndo. Lo faccio almeno cinque giorni a settimana, ma se non corro vado in bicicletta. Io a piedi corro circa 2500 kilometri all'anno, una cinquantina alla settimana. Facciamo 4000 o 5000 kilometri in bicicletta. Vado sul tapis roulant quando nevica, ma non ci sono gli amici. Non dà la stessa soddisfazione".

Poi Linus ha confermato di avere una simpatia e un rapporto di frequentazione con il Premier Matteo Renzi:

"Nonostante il suo aspetto rotondetto, se Renzi si allenasse quanto me farebbe meglio di me. Io e Renzi abbiamo una frequentazione, ho sempre apprezzato la sua normalità e semplicità di base. Faccio fatica a immaginarlo come uomo di sinistra. Con la Democrazia cristiana sarebbe uno di centro. Si è messo dall'altra parte non potendo stare con Berlusconi. La sua grande forza è anche il suo limite, la vanità, che ha un certo punto ha rovinato la sua immagine. Questa fretta di arrivare lì non è piaciuta al pubblico. Ma una possibilità ce l'ha. Spero che la sua voglia di essere qualcuno ci possa essere in qualche modo utile".

Ecco il suo rapporto con la Politica:

"Non ho votato Renzi perché non sono andato alle Primarie, ho votato Pd fino a qualche anno fa, dopo Veltroni ho smesso. Non mi riconosco. Di una certa destra faccio mie certe posizioni rigorose e libertarie. Se sei sinistra e hai successo nella vita sei uno che i soldi li ha rubati. Le mie origini sono operaie, mi sento vicino a quelli più in difficoltà. C'è bisogno di rispettare entrambe le realtà. Manca una borghesia illuminata nella società di oggi. Io son cresciuto in una Milano di grandi industriali, che rigiravano alla città parte di quello che guadagnavano. Questa cosa si è persa in favore di palazzinari nè di destra né di sinistra".

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