Alfonso Signorini: "Vorrei un figlio ma sono troppo cattolico per farlo"


Alfonso Signorini a ruota libera sulle pagine di Panorama. Il direttore di Chi si è raccontano a 360 gradi ad un giornalista d'eccezione, Piero Chiambretti. I due ci regalano un'intervista molto interessante che svela aspetti privati ed inediti di quello che per Fedez è e sempre sarà un Eroe Nazionale.

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L'amicizia tra Alfonso e Piero è di lunga data e, proprio nello studio di Chiambretti c'è, Signorini si vide indirettamente "smascherato". Avvenne proprio sotto quei riflettori, infatti, il suo involontario outing. Correva l'anno 2002 ed ecco come l'ex direttore di Tv Sorrisi e Canzoni ricorda quei momenti (di panico):

Piero, avevamo stretto un patto insieme, ricordi? Quello di non dichiarare la mia omosessualità. Una sera, durante il Chiambretti C'è, Gaia Bermani Amaral, in seguito a un mio intervento disse: "Fate stare zitta quella checca impazzita!". Mia madre non lo sapeva. Piansi tutta la notte.

Tolto il dente, tolto il dolore. Ora Signorini vive apertamente la propria omosessualità e, anzi, vorrebbe pure avere un figlio. Però c'è un però...

Mi manca un figlio, mia madre, una famiglia che faccia casino in questa casa. E credo che siano grandi mancanze. Ho pensato di fare un figlio ma è una questione complicata perché sono cattolico nell'animo per fede e convinzione. Dato che sono contrario al matrimonio e non quello omosessuale ma tout court, non voglio prendermi per viltà un impegno. E poi cosa dovrei fare? Affittare un utero? Decisamente non me la sento...

Poi l'intervista prosegue parlando dei cari vecchi amici di un tempo. Dopo aver precisato di non aver mai partecipato a qualsivoglia Bunga Bunga, Signorini racconta di quanto per lui Lele Mora sia stato una delusione:

Mora si era offeso perché quando era in carcere non andai mai a trovarlo, ma io non l'avevo fatto solo perché in quel periodo mia madre stava male. [...] L'ho chiamato e gli ho detto: "Ti chiedo scusa, non ti dirò perché non sono mai venuto da te, ma sono ragioni serie". Lui mi ha risposto: "Apprezzo la tua chiamata" e poi ha fatto uscire un'agenzia dicendo: "Signorini si è umiliato e mi ha chiesto scusa". Io non credo di essermi umiliato. Da quel giorno ho tagliato i ponti con lui.

Per quanto riguarda Emilio Fede, invece, i toni sono decisamente più accomodanti:

Io sono vicino per natura a chi cade nel cono d'ombra. Con Fede siamo in contatto, mi dispiace per come è stato trattato. Non mi piace questo modo di operare, soprattutto nei confronti di uno che si è speso e si è messo in gioco. Mi sento più vicino a Fede che ad altri: ha difeso Berlusconi, anche se di caz*ate ne ha fatte e gliel'ho detto in faccia.

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