Suor Cristina di The Voice prenderà i voti definitivi il 29 luglio?

Suor Cristina, per diventare suora a tuti gli effetti, dovrà rinnovare il prossimo 29 luglio i voti di carità, povertà e obbedienza.

In attesa di rivederla cantare sul palco di The Voice, non c'è media che non si sia occupato di suor Cristina, ormai vero e proprio fenomeno mondiale. Intervistare lei è praticamente impossibile, almeno per il momento, ma non sono mancate le dichiarazioni di Claudia Koll, che la conosce di bene, dei suoi insegnanti o ancora dell'ex fidanzato.

Ogni volta, quindi, scopriamo qualcosa di questa simpatica suorina. Oggi, a svelarci qualcosa in più, arriva DiPiù Tv, raccontandoci il suo per percorso religioso e spiegandoci che Cristina Scuccia non è ancora una suora a tutti gli effetti, ma lo diventerà solo una volta confermati i voti di castità, povertà e obbedienza il prossimo 29 luglio (ad Assisi, come precisa Tv Sorrisi e Canzoni).

La ragazza, si legge sul settimanale, ha infatti iniziato il suo percorso religioso nel 2008, dopo aver partecipato a un musical delle suore Orsoline su Sant’Angela Merici. È stata proprio quell'esperienza a far nascere in lei la vocazione, tanto che, dopo il primo anno di postulandato, è partita per portare a termine il suo noviziato in Brasile, durato due anni e terminato nel 2012. È stato allora che Cristina ha preso i primi voti ma, per essere una suora a tutti gli effetti, occorre che quei voti vengano riconfermarti.
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Trascorsi due anni da allora, quindi, suor Cristina dovrà fare nuovamente voto di castità, povertà e obbedienza per essere considerata a tutti gli effetti una suora. L'esperienza di The Voice cambierà qualcosa nella decisione della ragazza di consacrare la sua vita a Dio? Difficile sia così: pochi mesi sotto le luci dei riflettori non possono cancellare sei anni di una scelta di vita precisa.

Quanto al voto di povertà, però, va detto che - nel caso di vittoria a The Voice - suor Cristina non potrà tenere neanche un centesimo di quanto eventualmente dovesse guadagnare, ad esempio, da un disco. In quel caso, le somme incassate andrebbero presumibilmente alla sua congregazione, e potrebbero ad esempio essere utilizzate in progetti di beneficenza.

Nulla di strano: basti pensare a frate Alessandro Brustenghi di Assisi che, dopo aver ottenuto un contratto discografico con la Universal e aver girato il mondo con i suoi concerti continua a far parte della comunità dei frati francescani di Santa Maria degli Angeli e ha devoluto in beneficenza tutti i proventi della sua carriera di cantante.

Sarà questo anche il destino di suor Cristina? Lo scopriremo...

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