
La vita di Marilyn Monroe si è conclusa nel lontano 5 agosto del 1962, tra le mura della sua camera da letto e una dose eccessiva di barbiturici. Overdose. Da allora c’è chi parla di suicidio, chi di dramma evitabile 0 di complotto. E anche questo ha contribuito a rendere immortale la sua leggenda nel trascorrere degli anni. Ne sono passati ben 49 da allora.
Amori tormentati per colei che possiamo definire come “diva” senza rischiare di darle la connotazione che si usa dare al termine nei nostri tempi moderni. Marilyn era diva, era la bionda fatale che sapeva sedurre solo con lo sguardo senza mai essere volgare. Era la sensualità di un’attrice, sognata dagli uomini e sogno proibito d’America ma anche apprezzata anche dalle donne, che ad appena 36 anni si è spenta come un fuoco preso troppe volte a schiaffi dal vento avverso.
Fragilità sembra essere l’aggettivo che più viene usato per descriverla da chi la conosceva e dagli studiosi che ancora oggi scrutano la sua vita, il suo mito. Dopo un’infanzia difficile, Norma Jeane Baker (questo il suo nome all’anagrafe) è stata scoperta e lanciata nel mondo della moda e poi del cinema. Ed è esplosa, si accesa proprio come un fuoco brillante, rapido nel suo cammino verso la fama di stella. Intorno a lei tanti, troppi, amori sbagliati: James Dougherty, il figlio di un vicino, suo primo marito a 16 anni, Joe Di Maggio, Arthur Miller, l’attore Yves Montand, e poi prima John e Bob Kennedy. Norma Jean amava anche scrivere i suoi pensieri, le sue malinconie, le sue riflessioni più profonde. Una lotta con se stessa, su quello che era, quello che doveva e voleva essere:
“Il mio involucro invecchia ma io devo ancora nascere”
Ed oggi, come omaggio a Marilyn, dopo il salto potete leggere alcune sue poesie, esempi della malinconia e della tristezza che traspariva dal suo sguardo ma che pochi si preoccupavano di voler comprendere:
Il drammaturgo Arthur Miller, ex amante della donna, scrisse su di lei:
“Marilyn, la bimba che è in te coglie l’allegria e la promessa, la donna che è in te vede la tragedia e la mortalità”

Bimba in un corpo di donna, innocenza nelle forme di una sinuosa pin-up. Allegria VS tragedia, Promessa Vs Mortalità. Lei stessa lo sapeva, lei stessa lo ammetteva:
Sono orribile
ma datemi tempo
mi truccherò la faccia
ci metterò sopra
qualcosa di splendente
e sarò di nuovo
Marilyn Monroe.

Non piangere bambola mia
ora ti prendo e ti cullo nel sonno…
Aiuto, aiuto,
aiuto, sento la vita avvicinarsi
mentre
tutto quello che voglio è morire.
(Morirei se potessi)
Marilyn era la bella che poteva anche solo lanciare sguardi, camminare sinuosa o coprire le gambe con una gonna svolazzante sopra ad una grata. Era molto di più, lo ha dimostrato -anche come attrice- ma poteva limitarsi al minimo e allo stretto necessario. Che avesse personalità, intelligenza e carattere era qualcosa ‘di accessorio’. Che lei sapeva di avere e poteva diventare frustrante dover nascondere o domare:
Quel che ho dentro nessuno lo vede
ho pensieri bellissimi che pesano
come una lapide.
Vi supplico, fatemi parlare!

Come son belli
quegli uccelli che volano.
Perché li uccidono?
Un uccello non ha scampo
quando vola.
E’ crudele uccidere chi
non ha scampo.
E ancora:
Trentacinque anni vissuti con un corpo estraneo
trentacinque anni
con i capelli tinti
trentacinque anni
con un fantoccio.
Ma io non sono Marylin
io sono Norma Jean Baker
perché la mia anima
vi fa orrore
come gli occhi delle rane
sull’orlo dei fossi?
Il 5 agosto di 49 anni fa non moriva solo Marilyn Monroe. Moriva, sopratutto, la piccola (grande) donna Norma Jean Baker.

Ed ecco la poesia dedicata a Marilyn da Pier Paolo Pasolini:
Marilyn
Del mondo antico e del mondo futuro
era rimasta solo la bellezza, e tu,
povera sorellina minore,
quella che corre dietro ai fratelli più grandi,
e ride e piange con loro, per imitarli,
e si mette addosso le loro sciarpette,
tocca non vista i loro libri, i loro coltellini,
tu sorellina più piccola,
quella bellezza l’avevi addosso umilmente,
e la tua anima di figlia di piccola gente,
non ha mai saputo di averla,
perché altrimenti non sarebbe stata bellezza.
Sparì, come un pulviscolo d’oro.
Il mondo te l’ha insegnata.
Così la tua bellezza divenne sua.
Dello stupido mondo antico
e del feroce mondo futuro
era rimasta una bellezza che non si vergognava
di alludere ai piccoli seni di sorellina,
al piccolo ventre così facilmente nudo.
E per questo era bellezza, la stessa
che hanno le dolci mendicanti di colore,
le zingare, le figlie dei commercianti
vincitrici ai concorsi a Miami o a Roma
Sparì, come una colombella d’oro.
Il mondo te l’ha insegnato,
e così la tua bellezza non fu più bellezza.
Ma tu continuavi ad esser bambina,
sciocca come l’antichità, crudele come il futuro,
e fra te e la tua bellezza posseduta dal potere
si mise tutta la stupidità e la crudeltò del presente
te la portavi sempre dietro come un sorriso tra le lacrime
impudica per passività, indecente per obbedienza.
Sparì come una bianca ombra d’oro.
La tua bellezza sopravvissuta del mondo antico,
richiesta dal mondo futuro, posseduta
dal mondo presente, divenne così un male.
Ora i fratelli maggiori finalmente si voltano,
smettono per un momento i loro maledetti giochi,
escono dalla loro inesorabile distrazione,
e si chiedono: “È possibile che Marilyn,
la piccola Marilyn ci abbia indicato la strada?”
Ora sei tu, la prima, tu la sorella più piccola, quella
che non conta nulla, poverina, col suo sorriso,
sei tu la prima oltre le porte del mondo
abbandonato al suo destino di morte.(Pier Paolo Pasolini)
Qui una gallery con le sue foto più belle scelte dalla redazione di Cineblog
Il_cactus
05 ago 2011 - 11:53 - #1Deve avere avuto davvero dei gravi problemi psicologici questa donna…nonostante sia conosciuta per le sue commedie c’è sempre stato un che di maliconico in lei..comunque lei era davvero una grande diva, ha dedicato la sua vita a questo, anche senza volerlo..
9alaska0
05 ago 2011 - 13:11 - #2Arthur Miller non era solo l’amante, era il marito di Marylin…
Gin80
05 ago 2011 - 13:58 - #3suicidio, dramma evitabile, complotto…suvvia, è stato un omicidio e lo sanno tutti ormai. Una triste pagina americana…e lei, una donna molto sfortunata.
Whiteviolet
05 ago 2011 - 15:01 - #4Grande Pasolini. Ha saputo (come del resto fece Andy Warhol) cogliere il senso della più grande delle dive.
Fu l’unica ad avere le palle di ammettere nell’America bigotta: “Prima di sfondare ho passato molto tempo in ginocchio… e non era per pregare”.
Era imperfetta ma nessuna è stata bella come lei (almeno per me).
RIP.
Daniela2626
05 ago 2011 - 15:35 - #5esistono 2 categorie di donne: quelle che celebrano marilyn e si comportano prendendo spunto da lei, e quelle che si rifiutano di essere svampite oche totali.
patatosa756
05 ago 2011 - 19:10 - #6Grande donna.Grande fragilità.Peccato ci abbia lasciati così presto.
carmila
06 ago 2011 - 15:31 - #7il suo magnetismo nasceva proprio dai suoi conflitti interiori, il dolore rende le persone profonde e se lei fosse stata solo bella non sarebbe diventata il mito che è adesso